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Presidenziali USA, New York Times descrive il “tallone di Achille” di Hillary Clinton

© AP Photo / Carolyn KasterHillary Clinton
Hillary Clinton - Sputnik Italia
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La Fondazione dei Clinton ha ricevuto decine di milioni di dollari da Paesi che il Dipartimento di Stato americano accusa di violazioni dei diritti umani, anche nel periodo in cui Hillary ricopriva l'incarico di segretario di Stato, scrive il New York Times.

Secondo l'influente giornale statunitense, le attività di questa fondazione potrebbero "rovinare" la campagna elettorale della Clinton.

"L'Arabia Saudita ha donato oltre 10 milioni di dollari. La stessa cifra è stata donata dal genero-oligarca di un ex presidente ucraino (il giornale si riferisce a Viktor Pinchuk, genero di Leonid Kuchma, ndr), la cui amministrazione è stata attivamente criticata per la corruzione e gli omicidi di giornalisti scomodi. Un'organizzazione libanese-nigeriana con grandi interessi commerciali ha messo a disposizione dei Clinton 5 milioni di dollari", — si legge nell'articolo.

Particolarmente generosi si sono mostrati i sauditi, osserva il giornalista. Allo stesso tempo Riyadh e Washington hanno relazioni diplomatiche complesse. I funzionari dell'amministrazione americana sono preoccupati dal fatto che l'Arabia Saudita sponsorizzi i movimenti islamici più radicali. Anche se le autorità saudite negano i legami con i gruppi terroristici islamici, ci sono tutte le ragioni per ipotizzare che le organizzazioni di beneficenza locali forniscano assistenza ai jihadisti, prosegue l'articolo.

Tra i donatori dei Clinton figurano Paesi come Emirati Arabi, Qatar, Kuwait, Oman, Brunei e Algeria.

Secondo l'autore dell'articolo, la Fondazione dei Clinton è il "tallone d'Achille" per Hillary e in caso di sua vittoria potrebbe essere il punto debole della sua amministrazione, nonostante la recente promessa di chiudere la Fondazione in caso venga eletta alla Casa Bianca.

In particolare, come rileva il giornalista della rivista web "Slate" Josh Voorhees, le promesse di Hillary Clinton per chiudere la Fondazione in caso di vittoria alle presidenziali no bastano: doveva essere chiusa già "prima".

"La legge elettorale americana vieta ad un candidato alla presidenza di accettare donazioni da organizzazioni e società straniere, sebbene non implichi alcuna restrizione a chi possa sottoscrivere o meno assegni per la fondazione di famiglia del candidato stesso", — scrive Voorhees.

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