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La sinistra europea vuole una nuova struttura dell’UE

© REUTERS / Francois LenoirBandiere Unione Europea di fronte uffici UE a Bruxelles
Bandiere Unione Europea di fronte uffici UE a Bruxelles - Sputnik Italia
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Il rifiuto dei paesi dell'Europa orientale ad accogliere i rifugiati secondo il sistema delle quote imprime tempestività all’idea che forse varrebbe la pena di prestare attenzione non solo ai cambiamenti del sistema migratorio, ma a tutta un’altra serie di questioni europee. Lo ha riferito a Sputnik Cornelia Ernst, membro del partito “La Sinistra”.

Inge Grässle (Christlich Demokratische Union Deutschlands, CDU), presidente del Comitato per il controllo del bilancio al Parlamento europeo, ha suggerito: "Dovrebbero essere privati delle risorse finanziarie i paesi che non si attengono alla legislazione europea e che non collaborano all'accoglienza dei rifugiati".

Negli stessi termini si è espresso il vice presidente del Parlamento europeo, Alexander Graf Lambsdorff (Freie Demokratische Partei, FDP): "Nel quadro della verifica del bilancio UE prevista in autunno, il governo federale deve ora prendere provvedimenti affinché le sovvenzioni a taluni paesi, come la Polonia e l'Ungheria, prescindano da una maggiore solidarietà nella questione migratoria e del rispetto dei valori europei".

Tuttavia secondo Cornelia Ernst, le potenziali sanzioni potrebbero non sortire l'effetto desiderato.

"Il mancato rispetto degli accordi da sempre avvio a determinate procedure. Ma nel campo della migrazione sono inefficaci. Sono convinta che non funziona sostenere questo sistema solo attraverso una pressione costante".

Secondo la Ernst, tutti i paesi devono dare il loro contributo. Tuttavia, si dovrebbe discutere se obbligare i paesi meno abbienti, come la Bulgaria, ad accogliere i rifugiati o in quali atri modi tali paesi potrebbero contribuire. L'Ungheria comunque non rientra nella lista di questi paesi.

Cornelia Ernst considera scandalosi il referendum ungherese sulla politica migratoria e la Brexit. Invece l'UE dovrebbe proporre diversi scenari ed esigere dai vari paesi l'adempimento delle diverse condizioni.

"La distribuzione coatta dei rifugiati in vari paesi non porta a niente di buono. Serve il consenso di tutti gli stati membri dell'UE, un accordo sulla politica di migrazione. Ma un'intesa ancora non c'è e non ci sono trattative in corso".

In questa situazione si manifesta l'egoismo dei paesi UE. La Ernst crede che questa sia una situazione del tutto inaccettabile. UE è in un tunnel senza uscita perché non ha alcuna possibilità di influenzare i trasgressori all'interno dell'UE. Ci sono procedure per il mancato rispetto degli accordi, ma sono troppo banali per la situazione.

"Dobbiamo ripensare la struttura dell'UE nel suo complesso, non solo la politica di immigrazione, per ottenere una maggiore fidelizzazione. In caso contrario, l'UE diventerà la comunità degli egoisti. In parte lo è già"    

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