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Spiegel: “il destino della Siria è nelle mani della Russia”

© Sputnik . Alexei DruzhininBashar Assad e Vladimir Putin al Cremlino
Bashar Assad e Vladimir Putin al Cremlino - Sputnik Italia
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La soluzione del conflitto siriano è nelle mani di Mosca, dal momento che l'Occidente teme di avere un ruolo più attivo; tuttavia se la guerra continuerà l'Europa sarà la più danneggiata, scrive il tabloid tedesco “Spiegel”.

Secondo l'articolo, il presidente russo Putin è "padrone della situazione." "Il destino della Siria è nelle mani di Vladimir Putin", — si afferma.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel non vorrebbe vedere un arrivo in massa di profughi siriani. Insieme ad altri politici tedeschi, insiste sul fatto che per risolvere la crisi dei profughi è necessario liquidare le ragioni per cui sono costretti a lasciare il loro Paese, tuttavia le autorità tedesche non hanno intenzione di intervenire nel conflitto.

Pertanto la Germania continua ad insistere su una soluzione diplomatica del conflitto, opponendosi all'escalation militare. Per quanto riguarda le strategie sulla Siria di Unione Europea e Stati Uniti sembrano simili: entrambi sperano semplicemente che la situazione non peggiori o di accogliere i profughi nel vicino Libano, Iran e Giordania.

Tuttavia la Siria è ora "più lontana che mai dalla normalizzazione politica del conflitto", afferma sicuro l'autore dell'articolo.

Nell'articolo si sostiene che sono possibili 3 scenari in Siria: l'autore osserva che non sono rimaste "soluzioni semplici" per il Paese e non esiste nessun sviluppo degli eventi senza il coinvolgimento della Russia.

La prima opzione, scrive "Spiegel", è dare alla Russia carta bianca: in questo caso il presidente siriano Bashar Assad resterà al potere.

Ma questa opzione non è accettabile per l'Occidente e secondo l'autore dell'articolo non sarebbe gradita ai cittadini siriani.

Nel secondo scenario la UE e gli Stati Uniti saranno costretti ad andare incontro verso la Russia, indebolendo le sanzioni contro Mosca con la "promessa di mantenere le basi militari russe a Tartous e Latakia" in cambio dell'appoggio del Cremlino al presidente Assad: tuttavia, come ha osservato dal giornalista, la Russia non acconsentirà.

La terza opzione è scommettere sui governi locali, ovvero sui consigli formatisi nei villaggi siriani e nelle piccole città.

Nonostante in queste forme di governo autogestito ci sono anche islamisti, secondo l'autore dell'articolo rappresentano "solo una delle tante frazioni." Il giornalista ritiene che per proteggere questi centri c'è bisogno di creare una "no-fly zone", ma "la Russia non è d'accordo."

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