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I 5 motivi per cui i Paesi dell'Europa non vogliono finanziare la NATO

© AP Photo / Geert Vanden WijngaertIl quartiere generale della NATO a Bruxelles
Il quartiere generale della NATO a Bruxelles - Sputnik Italia
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Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump non è il primo politico che dichiara che i Paesi della NATO non sempre rispettano i loro obblighi finanziari davanti l'Alleanza Atlantica.

Il tycoon non ha poi così torto, dopo tutto i membri della NATO hanno ben 5 motivi per non stanziare un contributo equo, scrive la NBC.

La prima ragione è la mancanza di disciplina, in quanto il vincolo base della NATO secondo cui ogni Paese dovrebbe spendere per la difesa il 2% del suo PIL non viene di fatto rispettato.

Infatti solo gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Grecia, l'Estonia e la Polonia rispettano questo vincolo, si afferma nell'articolo. Altri Paesi semplicemente non possono permettersi questa spesa per gli elevati costi dell'assistenza sanitaria, delle pensioni e per l'invecchiamento della popolazione: questo è il secondo motivo, sostiene l'autore dell'articolo.

In aggiunta il valore 2% del PIL è essenzialmente motivo di polemica tra i 28 membri dell'Alleanza Atlantica. Molti credono che sia necessario non concentrarsi su una cifra specifica, ma sull'efficacia delle spese, rileva la NBC.

Un'altra ragione è che per gli Stati Uniti è di maggior interesse essere il protagonista della NATO, elargendo il contributo più significativo.

"Indebolire la propria leadership nella NATO non è nell'interesse degli Stati Uniti, perché il caos che inizierebbe con la loro uscita diventerebbe una minaccia per loro stessi. Per mantenere l'ordine servono maggiori risorse finanziarie e militari," — ha affermato Magnus Petersson, direttore del Centro per le Ricerche Transatlantiche dell'Istituto norvegese per la Sicurezza.

Tuttavia molti analisti sono d'accordo con Trump. In particolare l'ex ambasciatore ungherese negli Stati Uniti e nella NATO András Simonyi ritiene che Washington debba mettere più in chiaro la questione dei contributi ai suoi alleati.

"Gli europei devono essere preparati alla durezza dettata dalle migliori intenzioni a prescindere da quale candidato voterà il popolo americano", — ha aggiunto.

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