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“No alle sanzioni” dal Piemonte. Renzi risponderà al grido delle regioni?

© REUTERS / Alessandro BianchiIl Primo Ministro italiano Matteo Renzi
Il Primo Ministro italiano Matteo Renzi - Sputnik Italia
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Un ennesimo “no” alle sanzioni antirusse arriva anche dal Piemonte. Mentre il governo irremovibile conduce con Bruxelles la guerra economica a Mosca, a pagarne il conto sono sempre gli agricoltori e i cittadini italiani. Renzi risponderà al grido delle regioni?

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Anche il Piemonte dice "No alle Sanzioni"
Dopo Veneto, Lombardia, Liguria e Toscana si aggiunge al fronte anche il Piemonte, tra l'altro regione guidata dal Partito Democratico, un segnale importante per Matteo Renzi. La lotta alle sanzioni, in effetti, parte non solo dai partiti politici d'opposizione, ma dagli agricoltori, i commercianti, gli imprenditori e dai semplici cittadini italiani. L'Italia è stufa delle sanzioni alla Russia e non ci sta.

Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Alessandro Benvenuto, consigliere regionale della Lega Nord in Piemonte, firmatario dell'ordine del giorno contro le sanzioni alla Russia.

— Alessandro, quali sono i danni delle sanzioni antirusse per l'agroalimentare italiano?

© SputnikAlessandro Benvenuto
Alessandro Benvenuto - Sputnik Italia
Alessandro Benvenuto

— Per le aziende agroalimentari italiane il mercato russo pesa circa per il 2%, di cui un terzo è rappresentato da prodotti agroalimentari escludendo il vino e l'olio. A livello nazionale nel 2015 solo l'agroalimentare ha perso 240 milioni di euro. Il valore dell'export italiano aveva raggiunto 500 milioni di euro l'anno passato.

Già ci sono mille problemi nel settore agroalimentare. Inserendo anche il problema delle sanzioni, la situazione diventa estremamente complessa. Facciamo del male ad un settore che è già tartassato dall'Unione europea.

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— La vostra richiesta per annullare le sanzioni alla Russia in realtà è stata depositata molto tempo fa, ma è rientrata nell'ordine del giorno solo adesso. Perché?

— Noi abbiamo depositato la proposta a metà novembre 2015, le mozioni sono sempre viste però come un atto del consiglio forse meno importante. Si dà urgenza ai provvedimenti legislativi e solo poi quelli di indirizzo politico. Secondo me è un grave errore. Noi come Lega siamo all'opposizione, il provvedimento legislativo lo fa la maggioranza o la giunta regionale.

In questo caso devo dire la nostra mozione ha avuto una risposta favorevole praticamente da parte di tutto il consiglio regionale. Questo teoricamente impegna il presidente di Regione Chiamparino ad attivarsi per cercare di risolvere il problema. Sono passati praticamente 8 mesi, discutere con questo ritardo le sanzioni alla Russia secondo me è una presa in giro. Nei confronti del comparto agroalimentare del Piemonte è un'assoluta mancanza di rispetto.

— Il fronte delle regioni che richiedono l'annullamento delle sanzioni antirusse si allarga sempre più. Qual è il vostro auspicio? Credete che Roma vi darà ascolto?

— Passano gli anni e cambiano anche i nomi dei partiti. Una volta l'attuale partito di maggioranza italiano era molto legato alle dinamiche della Russia, quindi fa riflettere che a distanza di anni oggi se ne freghino altamente. Il Partito Democratico oggi ha ormai nuovi valori e secondo me ha praticamente disconosciuto quello che era il suo passato. Secondo me Renzi e il Pd non faranno nulla, perché l'Italia non ha la forza per imporsi e non c'è la visione politica per attivarsi in questo senso.

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Sul territorio noi facciamo dei documenti, dei comunicati stampa, io sul tema delle sanzioni ne ho fatti personalmente 5. Il Piemonte ha partecipato al seminario italo-russo dove si è affrontato il problema delle sanzioni. Non c'è nessuna chiusura nei confronti della Russia, ma atti concreti non ne sono stati fatti. Si potrebbe fare molto invece, soprattutto per il comparto agroalimentare.

— Secondo te quindi il governo italiano non prenderà in considerazione le proposte regionali? Che senso hanno allora le vostre mozioni, se la situazione può avere una svolta solo a livello nazionale e poi europeo?

— Ci sono due motivi per cui le mozioni hanno senso. Innanzitutto è una battaglia politica, noi come Lega nord ribadiamo che siamo contrari alle sanzioni contro la Russia. Dovunque possiamo segnalarlo lo facciamo.

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In secondo luogo, la realtà agroalimentare, che è molto importante, ci chiede di battere i pugni. Capisco che si tratta di un documento fondamentalmente non vincolante, però allo stesso tempo ha un forte valore politico. Tante regioni prendono la nostra stessa posizione. Stiamo andando in un'altra direzione in politica internazionale rispetto al governo. C'è la volontà di cambiamento anche a livello geopolitico.

Le sanzioni non sono più solamente una questione politica della Lega o degli agricoltori. Anche i semplici cittadini sono contrari alle sanzioni, questa guerra economica dà fastidio. Questo aspetto è importante e supera qualsiasi tipo di documento.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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