L'acqua pesante dell'Iran “scorrerà” in Russia, non negli USA

© AP Photo / ISNA, Hamid Foroutan, FileCentrale nucleare in Iran
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L'acqua pesante iraniana sarà acquistata dalla Russia, non dagli Stati Uniti.

Il direttore del dipartimento sull'energia nucleare dell'Iran Ali Akbar Salehi ha riferito che Teheran e Mosca sono vicine a firmare un accordo per la vendita alla Russia di 40 tonnellate di acqua pesante, ha segnalato l'agenzia IRNA. Il vice direttore del dipartimento Behruz Kamalvandi potrebbe recarsi a Mosca nel prossimo futuro per definire i dettagli dell'affare con la parte russa. Esiste la possibilità che una delegazione russa arrivi in Iran, ha affermato Salehi. In precedenza aveva annunciato la disponibilità della Russia a chiudere l'affare il rappresentante di Mosca nelle organizzazioni internazionali a Vienna Alexey Karpov.

Nell'ambito dell'implementazione del piano d'azione comune globale sul programma nucleare iraniano, la produzione di acqua pesante non è vietata, tuttavia è fissata una quantità massima di questo prodotto che può essere stoccata nel Paese. Secondo il piano, in Iran non possono trovarsi più di 130 tonnellate di acqua pesante. Di per sé, la produzione di acqua pesante non può essere considerata una minaccia, ma per il fatto che il suo impiego è direttamente legato allo sviluppo della tecnologia dei reattori ad acqua pesante, questi elementi del programma nucleare iraniano sono tenuti sotto costante osservazione.

Non solo monitoraggio. Un anno fa Teheran e il sestetto di mediatori internazionali avevano concordato che il compratore dell'acqua pesante prodotta in Iran sarebbero stati gli USA. Tuttavia di recente il Congresso degli Stati Uniti si è opposto all'acquisto in Iran di 32 tonnellate di acqua pesante.

Com'era prevedibile, che in queste circostanze l'Iran ha inoltrato un'offerta alla Russia. In un'intervista a "Sputnik" ha parlato di questo Afifeh Abedi, analista di questioni internazionali del gruppo di ricerca della regione eurasiatica del Centro Scientifico per gli Studi Strategici presso il Consiglio per la fattibilità delle decisioni dell'Iran:

"Sono responsabili dell'attuazione dell'accordo nucleare non solo l'Iran, ma anche i Paesi del sestetto di mediatori. Si tratta di un accordo diplomatico, che cattura tutti gli aspetti dei problemi regionali. Tutte le parti che si sono accordate dovrebbero compiere sforzi per la sua proficua attuazione. Ma in realtà la situazione non è così rosea. Il Congresso degli Stati Uniti ha creato ostacoli significativi per l'acquisto di acqua pesante in Iran. Ma la Russia ha reagito immediatamente. Mosca ha espresso interesse per l'acquisto di questo prodotto dall'Iran.

Secondo l'accordo firmato, l'Iran è obbligato per 16 anni a portar fuori dal proprio territorio la quantità in eccesso di acqua pesante. Si è convenuto che gli Stati Uniti come membro del sestetto avrebbero acquistato 40 tonnellate di acqua pesante. Allo stesso tempo, come affermato dagli stessi americani, i risultati delle analisi sull'acqua pesante prodotta in Iran sono stati soddisfacenti. Tuttavia per la prepotenza e l'influenza ostile di certi ambienti politici americani viene sfruttato qualsiasi pretesto per ostacolare l'implementazione del piano d'azione. Ma l'Iran ha mantenuto il diritto di cercare e selezionare nuovi compratori.

Date le motivazioni politicamente ragionevoli, la vicinanza geografica, la cooperazione in vari settori, in particolare nella sicurezza regionale, le probabilità che come alternativa agli Stati Uniti l'Iran scegliesse la Russia tra gli altri Paesi erano naturalmente elevate. Dal momento che gli aspetti tecnici ed economici della cooperazione sono molto importanti in questa materia, così come gli accordi con l'AIEA.

Ci sono diversi altri motivi per cui l'Iran si appresta a chiudere l'affare con la Russia. In primo luogo gli accordi chiusi in precedenza sono stati pienamente osservati e realizzati. Inoltre la Federazione Russa è il primo alleato affidabile dell'Iran relativamente all'accordo sul nucleare. Dopo la firma del piano d'azione globale congiunto i legami tra i due Paesi si sono ulteriormente rafforzati, è iniziata la fase di attuazione degli accordi raggiunti. Ad oggi il livello di fiducia reciproco è alto. In 12 anni di negoziati sul nucleare di Teheran la Russia ha aiutato attivamente l'Iran e promosso questo processo per ottenere i risultati. Non bisogna dimenticare la vicinanza dei nostri Paesi. Pertanto ritengo altamente probabile l'esito positivo dell'affare.

L'accordo nucleare, purtroppo, diventa sempre più uno strumento per "giocare sporco" per alcuni Paesi. Pertanto, nonostante l'affare sia stato di fatto chiuso, la Russia e l'Iran devono stare in allerta: l'intervento di una terza parte per far saltare l'intesa è altamente probabile".

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