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“Il disgelo tra Russia e Turchia è una sciagura per l'Occidente”

© Sputnik . Alexei Druzhinin / Vai alla galleria fotograficaVladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan
Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan - Sputnik Italia
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Le relazioni tra Turchia e Russia diventano sempre più calde, mentre allo stesso tempo tra Ankara e Washington sono sempre più fredde. Se la situazione non cambierà, geopoliticamente l'Occidente avrà grossi problemi, scrive il portale “Asia Times”.

Anche prima del colpo di stato, con le scuse del presidente turco Erdogan a Mosca, era apparso chiaro che la linea della politica estera di Ankara aveva iniziato a prendere un'altra direzione. In aggiunta il comportamento di Erdogan dopo il tentato golpe ha spazzato via ogni dubbio.

Dopo le azioni dei cospiratori, le tensioni tra la Turchia e gli Stati Uniti sono notevolmente aumentate, soprattutto per il fatto che Washington non ha ancora consegnato in Turchia il predicatore islamico d'opposizione Fethullah Gülen, che Ankara ritiene essere il regista del tentato colpo di stato, si afferma nell'articolo.

In politica estera Ankara ha iniziato ad intraprendere un nuovo corso. Ora l'obiettivo principale di Erdogan non è la situazione nella regione, ma il benessere economico del proprio Paese. Il miglioramento delle relazioni con Mosca promette vantaggi significativi per la Turchia. Erdogan si aspetta che la Russia contribuisca a bloccare la formazione di uno Stato curdo indipendente se in cambio la Turchia diventerà lo snodo per la distribuzione del gas russo, sostiene il portale.

"La Turchia, dimostrando di essere disponibile a diventare "l'hub meridionale" per il gas russo, garantisce il proprio fabbisogno energetico, anche se naturalmente questa situazione sarà vantaggiosa per la Russia. Molto probabilmente tutto questo spianerà la strada alla Turchia per far parte di un "blocco regionale più ampio, in cui sul fronte politico guida la Russia, mentre sul fronte economico primeggia la Cina", scrive "Asia Times".

"Per l'Occidente la perdita della Turchia e il suo avvicinamento alla Russia significherà una massiccia battuta d'arresto in termini geopolitici," — si afferma nell'articolo.

Inoltre per gli USA il riavvicinamento di Ankara con la Russia varrà come una grande sconfitta geopolitica in Medio Oriente, osserva "Asia Times".

Se la Russia placherà i timori della Turchia riguardo la creazione di un Kurdistan indipendente, Ankara "non avrà la necessità di appoggiare lo "Stato Islamico" o qualsiasi altro gruppo terroristico in Siria o in Iraq."

Inoltre Erdogan dimostra di aver ora una politica più conciliante e aperta rispetto al presidente siriano Bashar Assad.

"I cambiamenti drastici nella politica estera turca sono legati al cambio del punto di riferimento di Erdogan, dalla situazione nella regione agli interessi del proprio Paese. Tardi si è reso conto che la politica estera del suo Paese ha bisogno di pragmatismo. Inoltre non riusciva a liberarsi del sogno nostalgico di ricostituire l'impero Ottomano. Tutto sta cambiando ora," — conclude "Asia Times".

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