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Il reportage di Salvini dal cuore di “Milanistan”

© Fotolia / PierluigipalazziIl Duomo di Milano
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Il leader della Lega nord Matteo Salvini ha postato su facebook un video dalla piazza della stazione centrale di Milano: i turisti e gli italiani che arrivano in treno nella città della moda, si ritrovano davanti gruppi di immigrati, ripresi chi a bivaccare sui prati, chi a urinare nei cespugli. Benvenuti a Milanistan.

Il video racconto di Salvini sulla situazione dei migranti a Milano ha totalizzato centinaia di migliaia di commenti e visualizzazioni sul profilo facebook del leader del Carroccio.

In effetti, non vi è dubbio che la situazione legata ai migranti per molte città italiane sia molto complessa, a parte la moltitudine di show televisivi però, alla fine, non seguono azioni politiche concrete.

"Io non mi rassegno, se voi mi date una mano, questa pulizia si può fare anche nell'interesse degli immigrati regolari e perbene che hanno tutto il diritto di essere qua e non essere trattati alla stregua di questi balordi che evidentemente non scappano da nessuna guerra",

Matteo Salvini conclude con queste parole il suo reportage dalla stazione centrale. Documentare il degrado in cui versano alcune città italiane è cosa giusta e buona, trovare una soluzione è decisamente più difficile.

Qual è la ricetta della Lega Nord? Qual è la proposta concreta che propone il Carroccio? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Alessandro Morelli, capogruppo leghista in Consiglio Comunale di Milano, direttore di "Radio Padania" e de "Il populista".

— Qual è la posizione del partito sulla situazione con i migranti a Milano e in Italia?

© Foto : fornita da Alessandro MorelliAlessandro Morelli, capogruppo leghista in Consiglio Comunale di Milano, direttore di “Radio Padania” e de “Il populista”
Alessandro Morelli, capogruppo leghista in Consiglio Comunale di Milano, direttore di “Radio Padania” e de “Il populista” - Sputnik Italia
Alessandro Morelli, capogruppo leghista in Consiglio Comunale di Milano, direttore di “Radio Padania” e de “Il populista”

— Purtroppo abbiamo palesato ancora una volta che quella in atto in Italia è una vera e propria invasione. Non c'è una corretta gestione di queste persone che desiderano la possibilità di avere una vita migliore in Italia e in Europa.

Sostanzialmente con questa politica delle porte aperte si fanno entrare tutti, ma alla fine li si abbandona al far nulla durante tutta la giornata. Tra l'altro con un costo di 35 euro, pranzo e cena, vitto e alloggio. Il tutto destinato ad associazioni, enti che si definiscono benefici, mentre invece hanno un portafoglio bello pieno.

— Qual è la vostra proposta, che cosa si potrebbe fare con i migranti già presenti in territorio italiano?

— Innanzitutto velocizzare le procedure per capire se queste persone hanno diritto di accedere allo status di rifugiato o meno. Vorrei ricordare che solo il 5% delle persone che arrivano in Italia, dopo un lunghissimo iter di verifica ricevono lo status di rifugiato. Il 5% di quelli che lo richiedono, perché tutti gli altri spariscono.

Quest'invasione a Milano, che Salvini ha palesato in stazione centrale, ma anche in altre città più piccole è un'invasione continua. Purtroppo il governo italiano sta piazzando queste persone, per lo più clandestini, a 35 euro in realtà che molti italiani si sognano. Alcuni di loro sono in albergo, altri hanno l'opportunità di mettere assieme pranzo e cena pagati da noi, mentre molti italiani purtroppo devono fare la coda alla Caritas o qualche ente benefico per avere assicurati pranzo e cena.

— Una volta fatti i controlli, che cosa vorreste fare dei migranti non profughi già presenti sul territorio?

— Vanno immediatamente espulsi, seguendo le leggi che già ci sono. Il problema è che il governo Renzi e Alfano non hanno intenzione di investire fondi nel rimpatrio di queste persone, perché evidentemente c'è una linea politica molto più alta che riguarda l'Europa, ma arriva fino a Washington. Si persegue l'invasione dell'Europa, con l'Italia che è la porta aperta. Le persone che arrivano, non trovando un lavoro, perché non c'è neanche per noi, senza alcuna possibilità di integrarsi, disgregano la nostra società. Alla fine si perdono i nostri valori, i principi e la nostra cultura. Seguendo questa politica, diventeremo tutti quanti dei consumatori ideali nel pieno quadro del capitalismo internazionale.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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