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Come si possono affrontare Cina e USA nel Mar Cinese Meridionale?

© Foto : 29cmMar Cinese Meridionale
Mar Cinese Meridionale - Sputnik Italia
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La Cina aspetta la sentenza dell'arbitrato internazionale sulla disputa con le Filippine per le isole nel Mar Cinese Meridionale. Gli analisti prevedono decisioni negative per Pechino, fatto che rappresenta un male non solo per l'Asia, ma anche per gli USA, scrive l'editorialista Harry Kazianis della rivista americana “The National Interest”.

Il Tribunale internazionale del diritto del mare (ITLOS) esprimerà il proprio giudizio sulla disputa territoriale tra la Cina e le Filippine il prossimo 12 luglio. Secondo Kazianis, Pechino, che non ha riconosciuto la giurisdizione dell'arbitrato internazionale sulla disputa, ha diverse opzioni in caso di verdetto negativo.

E' poco probabile che la Cina non reagisca in alcun modo alla decisione dell'ITLOS e di fatto continui ad espandere la sua influenza nel Mar Cinese Meridionale con la costruzioni delle isole artificiali, utilizzabili come basi militari per una grande rotazione della flotta aerea e dei più moderni bombardieri. In futuro Pechino sarà in grado di creare nel Mar Cinese Meridionale una zona ad accesso limitato (A2/AD).

"Questa reazione, moderata per gli standard cinesi di oggi, è improbabile che avvenga <…> La vecchia buona strategia non funzionerà, dal momento che molti cinesi pretenderanno dalla leadership una risposta dura, una dimostrazione di forza sul fatto che Pechino non permette alle forze esterne di interferire nel proprio territorio, che non può essere definito come qualcosa di diverso dalla sfera di influenza cinese nel Mar Cinese Meridionale," — ipotizza l'editorialista.

In questo scenario sono possibili 2 strade, entrambe le quali precludono il rischio di uno scontro tra superpotenze. Washington, ricorda Kazianis, ha con Manila degli accordi ed è l'unica parte in grado di lanciare una sfida alla Cina in caso di crisi.

E' più probabile che la Cina cerchi di stabilire su tutto il Mar Cinese Meridionale una zona di difesa antiaerea, ritiene l'analista. Nei discorsi in pubblico, la maggior parte dei funzionari e diplomatici cinesi negano l'esistenza di un piano simile della leadership del Paese, ma allo stesso tempo sottolineano che in futuro è possibile, dato l'ambiente ostile a Pechino che si è sviluppato nella regione.

"Questa zona, a seconda delle sue dimensioni, potrebbe innescare una crisi regionale, che coinvolge tutti i Paesi asiatici. Almeno Washington dovrà fare la sua mossa e uno o due B-52 (bombardieri strategici americani, ndr) non argineranno la situazione", — ritiene Harry Kazianis.

Il più improbabile scenario prevede che la Cina esca fuori dai binari e fomenti una crisi fino ad un potenziale conflitto, mettendo il dito nella piaga dell'Asia, il Mar Cinese Orientale, dove sono scontenti di Pechino a Tokyo, sullo stretto di Taiwan e sulla barriera corallina di Scarborough.

L'ultimo scenario è il più rischioso, dato che Washington ha inviato gli aerei d'attacco A-10 "Thunderbolt" come dimostrazione di forza.

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