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Il commento di Kerry sulla Siria non è una minaccia

© AFP 2021 / Saul LoebSegretario di Stato USA John Kerry
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La dichiarazione del segretario di Stato USA John Kerry, rivolta alla Russia, sul fatto che Washington sta perdendo la pazienza nei confronti di Assad, non va intesa come una minaccia. Secondo il portavoce ufficiale del dicastero, John Kirby, Kerry ha espresso solo la sua apprensione riguardo la situazione in Siria.

"Non è una minaccia. Il segretario di Stato ha espresso il suo turbamento riguardo al fatto che la Russia non sta impiegando la sua influenza così come possono e come hanno fatto in passato per raggiungere gli effetti desiderati", ha dichiarato Kirby. Egli ha inoltre aggiunto che Washington conta sull'appoggio di Mosca per la risoluzione politica della situazione, in particolare quella dei negoziati tra il governo e l'opposizione.

Il 15 giugno Kerry, nel corso di una conferenza stampa a Oslo, ha commentato la situazione siriana. "È evidente che il proseguimento della tregua in Siria è minacciato. E la Russia deve capire che la nostra pazienza non è infinita. Assad deve prendersi le sue responsabilità. Noi siamo pronti a mettere l'opposizione di fronte alle proprie responsabilità, le azioni dei quali hanno portato al seguito delle violenze e alla violazione del regime di tregua".

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