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Sanzioni, Italia ponte fra Russia ed Europa?

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Le sanzioni alla Russia, in atto ormai da due anni, hanno fatto e fanno molto male. Miliardi di euro persi in Europa per l’effetto dell’embargo di risposta russo. Quando finirà questa guerra economica?

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Le sanzioni al prossimo vertice UE di giugno molto probabilmente verranno prolungate di altri sei mesi, ma sempre più Paesi europei, fra cui l'Italia e la Francia, manifestano i loro dubbi a riguardo. Il motore economico, che ha subito enormi danni, sta lanciando forti segnali ai governi europei.

Che ruolo potrebbe avere l'Italia, ospite d'onore al prossimo Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, nei rapporti fra Russia ed Europa? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione l'economista Antonino Galloni.

-Galloni, qual è il suo punto di vista sulle sanzioni contro la Russia?

-Si discute molto dell'aspetto economico, perché le sanzioni hanno effettivamente danneggiato la Russia, ma hanno danneggiato enormemente anche l'Italia e altri Paesi europei, che avevano rapporti commerciali con Mosca.

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Quello che è veramente grave è che noi non approfittiamo della possibilità di collaborare e dialogare nel Mediterraneo anche con la Russia, poi ci troviamo in mano alla NATO, che non sempre prende decisioni coerenti. Noi sappiamo benissimo che nel caso dell'Iran si sono seduti intorno ad un tavolo russi e americani e si sono trovate soluzioni accettabili. Lo stesso vale per la Siria.  C'è da dire che anche negli Stati Uniti ci sono ambienti non neoconservatori, non guerrafondai, che vogliono dialogare, perché è logico.

-L'Italia potrebbe avere il ruolo di intermediario fra la Russia e l'Europa secondo lei?

-Pensi che il mio bisnonno fino alle fine dell'800 portava arance e zolfo dalla Sicilia in Crimea, che è Russia! Io sono originario della Sicilia orientale, per noi la Russia è subito dopo la Grecia. Siamo molto vicini da questo punto di vista. L'Italia meridionale, in particolare, ha giocato un ruolo molto importante con Bisanzio, la Chiesa Ortodossa. Abbiamo tuttora importanti comunità ortodosse in Calabria e in Sicilia.

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Una volta il Sud d'Italia e la Sicilia, di cui sono originario, erano il Nord del Sud. Oggi noi difendendo ovviamente l'unità nazionale del Paese, sia chiaro, dobbiamo comunque recuperare quella cultura dei normanni, dei greci, dei bizantini. L'Italia deve collaborare con il Medio Oriente e riaprire un vero dialogo con la Russia.

-L'Italia potrebbe giocare un ruolo importane magari anche in merito al discorso delle sanzioni? Un ponte che unisce Russia ed Europa, Nord e Sud?

-Certo! La Russia è parte dell'Europa, non c'è un confine storico preciso. Alla fine si sono trovati dei confini con dei problemi di varia natura, ma la Russia è parte integrante dell'Europa. Quando parliamo di continente Eurasiatico intendiamo proprio questo, come cultura, religione, storia, reciproci rapporti di collaborazione e amicizia.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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