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Strasburgo, al via il migration compact Ue: contratti annuali con i paesi africani

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L'alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri, Federica Mogherini, e il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, hanno esposto il nuovo piano per la crisi migratoria. Fondi europei da investire negli stati di partenza in cambio del controllo alle frontiere e di una gestione dei flussi più funzionale.

Inizia a prendere forma quello che è stato ribattezzato il "migration compact Ue". Il nuovo piano disposto dall'Unione Europea che affronterà, forse per la prima volta, quelle che sono le problematiche principali e le cause incipienti del fenomeno migratorio soprattutto dall'Africa.

Dimitris Avramopoulos - Sputnik Italia
Europa pronta a stringere accordi con Africa e Medio Oriente per questione dei migranti
Investimenti nei paesi di partenza: la chiave per la gestione dei flussi migratori. Come spiegato nelle scorse ore a Strasburgo dall'Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera, Federica Mogherini, e dal vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, la linea è quella di utilizzare i fondi europei per promuovere investimenti privati nei paesi d'origine specie in quelli africani. "Risorse del bilancio europeo, investimenti privati, garanzia della banca europea per gli investimenti", le parole arrivate dal ministro degli Esteri Ue in prospettiva dell'incontro di oggi a Strasburgo.

Quello che ci si aspetta dai massimi organismi europei è di ottenere un cosiddetto "effetto leva" dai paesi di partenza e di transito sulla falsa riga del modello Juncker utilizzato all'interno dell'area Ue e sulla scia della proposta italiana del "migration compact".

Si tratterebbe nei fatti di contratti di partenariato annuali — definiti da fonti Ue Nip (National indicative programme) —, con i singoli paesi africani con la postilla della condizionalità: in cambio degli investimenti mirati e concordati, l'Unione richiederebbe il controllo delle frontiere e la gestione dei flussi migratori ma soprattutto la riammissione nel continente africano dei migranti irregolari espulsi dall'Europa. Il maxi-piano d'investimenti — al momento non sembra comportare nuove misure legislative ma solo una ridefinizione degli accordi bilaterali già presi — dovrà essere discusso dal Parlamento Ue e sarà presumibilmente sul tavolo del prossimo meeting dei leader europei previsto tra il 28 e il 29 giugno.

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