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Il Muostro resta sotto sequestro

© WikipediaInstallazione di un'antenna MUOS nelle Hawaii
Installazione di un'antenna MUOS nelle Hawaii - Sputnik Italia
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La sentenza del Cga siciliano sulla presunta ‘non nocività’ dell’impianto satellitare della marina militare statunitense non è sufficiente per dissequestrare il Muos. Lo sentenzia il Tribunale di Caltagirone.

Non c'è sentenza amministrativa che tenga. Il Muos di Niscemi rimane sotto sequestro.

MUOS-3 by ULA, on the pad. - Sputnik Italia
Uniti contro il Muos
Per la terza volta un giudice afferma che i sigilli — apposti al cantiere della base militare Usa dove sorgono le parabole satellitari nell'aprile del 2015 — devono rimanere. Stavolta a dirlo è, di nuovo, il Tribunale di Caltagirone. Era stato il ministero della Difesa, attraverso l'Avvocatura dello Stato, a chiedere la revoca del provvedimento.

Negata. La nuova richiesta era partita dopo le recenti sentenze del Consiglio di giustizia amministrativa che hanno dichiarato il Muos non nocivo. Ma queste, "pur interessando i provvedimenti amministrativi (e in particolare le autorizzazioni paesaggistiche) — scrive il Tribunale — non sono idonee a determinare l'automatica insussistenza del carattere abusivo delle opere". 

Intanto, la vicenda Muos torna in Parlamento, con un'interrogazione a firma di diversi senatori di Italia dei valori e del gruppo misto.

Insieme chiedono ai ministri della Difesa, della Salute e all'Ambiente «quali iniziative intendano intraprendere, al fine di fare chiarezza circa la reale pericolosità per la salute dei cittadini residenti nelle aree interessate».

La curiosità sta nel fatto che tra i destinatari ci sono sia il ministero che ha tutelato gli interessi americani, che due dei componenti del collegio dei verificatori.

Nel testo si citano le recenti vicende giudiziarie che hanno riguardato il sistema satellitare realizzato a Niscemi, all'interno della base della marina militare statunitense. A partire dalla sentenza del 25 gennaio con cui la Cassazione ha confermato la validità del sequestro del Tribunale di Caltanissetta, dove due settimane fa è iniziato il processo penale circa il presunto abuso edilizio e i danni ambientali causati dalla realizzazione del sito all'interno della riserva naturale Sughereta.

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