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Concorrenza e forme di censura: le difficoltà di oggi del giornalista

© Sputnik . Vladimir FedorenkoMicrofoni mass media russi
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Oggi il giornalista si imbatte in una serie di fattori e ostacoli, tra cui l'elevato livello di concorrenza, così come nuove forme di censura, ha dichiarato il vice ministro delle Comunicazioni e dei Mass Media russo Alexey Volin al mediaforum internazionale "Una nuova era del giornalismo: addio al mainstream".

Il mediaforum internazionale "Una nuova era del giornalismo: un addio al mainstream", che si svolge a Mosca tra oggi e domani, avviene nell'ambito degli eventi dedicati al 75° anniversario del leggendario Ufficio Informativo Sovietico (in russo Sovinformburo). L'organizzatore del forum è l'agenzia russa di stampa internazionale "Rossiya Segodnya". Al forum prendono parte esperti dei media provenienti da 30 Paesi.

"Che cosa affronta oggi un giornalista? Deve affrontare una serie di cose, prima di tutto, se ci rapportiamo nei termini del mainstream, possiamo vedere che il giornalista dovrebbe in primo luogo presentare la notizia in modo interessante in un contesto di alta concorrenza, in quanto oggi la verità noiosa non funziona, deve essere esposta professionalmente", — ha detto Volin.

Inoltre, ha sottolineato il vice ministro "tramite i giornalisti cercano di manipolare da più parti."

"Si tratta di manipolazioni dei centri che stanno cercando di diffondere disinformazione, è manipolazione da parte di agenzie governative, da parte delle imprese, e spesso da una certa opinione pubblica: per la sua posizione il giornalista viene sottoposto a vessazioni, ostracismo e spesso deve affrontare nuove forme di censura,"- ha chiarito Volin.

Come esempio, ha citato "le cosiddette liste di sanzioni in cui compaiono giornalisti perché sono impegnati in giornalismo", "il divieto di ingresso in certi Paesi", così come il divieto assoluto di attività a varie associazioni giornalistiche, organizzazioni e mezzi di comunicazione.

"Questi sono i nuovi metodi e le misure che ci troviamo di fronte nell'era del post-mainstream, perché anche 10-15 anni fa i concorrenti provavano a salvare la faccia e determinati standard morali. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un gran numero di nostri colleghi che sono diventati vittime della guerra d'informazione, vittime di una nuova censura, come crediamo", — ha dichiarato il vice ministro.

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