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Trump: Hillary Clinton deve andare in galera

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Il candidato repubblicano incassa l'inatteso appoggio di Paul Ryan e alza il tiro contro l'ex first lady, che aveva detto: Non possiamo affidare a Trump i codici nucleari.

Prima ancora di iniziare, la campagna per le presidenziali americane si infiamma. Se infatti Donald Trump è già sicuro della nomination repubblicana, rafforzata dall'inatteso endorsement di ieri di Paul Ryan, speaker repubblicano della Camera che ha dichiarato il suo appoggio alla campagna del miliardario americano, lo stesso non può ancora dire Hillary Clinton, ancora alle prese con il conteggio dei delegati e con un Bernie Sanders che vuole approfittare fino all'ultimo della caduta di popolarità dell'ex first lady per tentare il colpaccio.

Ieri intanto scintille proprio tra Trump e Clinton, con il magnate americano che durante un elettrico comizio a San Josè, dove si sono registrati scontri tra contestatori del tycoon e partecipanti all'incontro, ha alzato il tiro.

"Hillary Clinton ha violato la legge federale, deve andare in galera".

Così Trump a proposito del caso, ribattezzato emailgate, per cui la Clinton è accusata di aver utilizzato un account privato di posta elettronica per comunicazioni ufficiali all'epoca in cui ricopriva l'incarico di segretario di Stato Usa. Poche ore prima era stata la Clinton ad attaccare Trump, definito "caratterialmente inadatto" a ricoprire la carica di presidente.

"Non è in grado di fare il lavoro del presidente — ha detto la Clinton parlando del suo programma di politica estera — non ha il temperamento della persona a cui possiamo affidare i codici nucleari. Ci trascinerebbe in guerra, solo perché qualcuno gli sta antipatico". 

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