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"La propaganda dello "Stato Islamico" punta sull'Africa"

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Ora la propaganda del Daesh dedica attenzione all'Africa. Nell'ultimo video diffuso in Libia si vedono 5 terroristi africani.

Nell'intervista esclusiva con l'edizione francese di Sputnik, Romain Caillet, famoso analista transalpino sul jihadismo, condivice un'analisi dettagliata degli strumenti specifici di propaganda del movimento terroristico islamico.

"Gli africani sono sempre più in primo piano nei video dello "Stato Islamico".

Nei prossimi anni ci sarà una forte crescita demografica in Africa e per il Daesh, che è in competizione con Al Qaeda, è necessario instaurare una presenza nell'Africa sub-sahariana e, se possibile, raggiungere i Paesi in cui Al Qaeda è ancora presente. Da questo punto di vista, la Libia è uno dei luoghi che attira di più i jihadisti africani.

Gli africani sono sempre più protagonisti nei video del Daesh. Agli africani risulta molto facile raggiungere la Libia attraverso i canali dell'immigrazione clandestina. Per un senegalese, keniano o nigeriano non c'è nulla di più semplice che recarsi in Libia. Quando attraversano il confine, tutti pensano che sono clandestini.

Un gran numero di africani si trovano ora in Libia, sono oppressi e sono potenzialmente suscettibili al proselitismo dello "Stato Islamico".

Da molto tempo si mormora che i jihadisti africani si apprestino a girare dei video. Perché li hanno distribuiti ora? Perché il Daesj ha perso molto in Libia nell'ultimo periodo: un posto di blocco nei pressi di Sirte ad ovest, mentre ad est Bin Jawad e Nofal. Quindi è un buon momento per un video per mostrare con l'aiuto della propaganda che i jihadisti a Sirte si trovano in buone condizioni e incutere il desiderio di recarsi nella zona in numero. Nel video li vediamo nel loro fuoristrada e al supermercato, mostrano come vivono in case lussuose. A Sirte è facile vivere in abitazioni del genere, perché molte persone facoltose hanno lasciato la città e nei loro appartamenti alloggiano i foreign fighters del Daesh. I jihadisti francesi dopo l'estate del 2013 hanno mostrato dei video da alcune ville con piscina per invitare gli altri islamisti ad unirsi a loro.

Ora i video vengono registrati a nome di qualche cellula del Daesh, in questo caso il discorso riguarda un gruppo a Tripoli. Ogni video viene incontro ai gusti di una determinata categoria di spettatori. Il Daesh usa la lingua del Paese per cui il video è destinato. Anche le canzoni vengono scritte ad hoc per il filmato. La qualità è quasi al livello di Hollywood, sono studiati ad hoc gli scenari. Questi video, pieni di violenza e appelli ad unirsi al Daesh, si possono guardare liberamente su internet.

Circa due anni fa, era molto facile vedere i video jihadisti, c'era un rischio molto elevato di finire nella rete propagandistica. Oggi i video jihadisti che finiscono nei mezzi di comunicazione raramente restano su YouTube più di 2 ore."

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