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Le dichiarazioni di Putin ad Atene

© Sputnik . Sergey GuneevVladimir Putin
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Il presidente russo Vladimir Putin, incontrando il primo ministro greco Alexis Tsipras ad Atene, ha fatto una serie di dichiarazioni che riguardano i temi principali che toccano la Russia in questo periodo.

Sul sistema antimissile in Romania

Putin nel corso della conferenza ha parlato di come potrebbero essere «riconvertite» le stazioni di difesa missilistica in Romania.

«Queste installazioni potrebbero essere dotate di missili nucleari in qualsiasi momento. Non c'è nessuna difficoltà nel sostituire un missile con un altro. Basta solo sostituire il software. Non se ne accorgerebbe nessuno. Neppure i romeni noterebbero nulla.»

Egli ha sottolineato che, in questo caso, la Russia sarà costretta a rispondere di conseguenza. «Dobbiamo eseguire determinate azioni atte a garantire la nostra sicurezza. Ripeto, questa è una risposta. Non faremo noi il primo passo.»

La Russia non prenderà nessuna decisione concreta finché non compariranno i missili sul territorio adiacente.

«Noi abbiamo questa possibilità. Voi avete visto, tutto il mondo ha visto, i nostri missili a medio raggio, marittimi, aerei e terrestri. Noi non trasgrediamo mai.»

Sulla restituzione della Crimea

Commentando la dichiarazione del presidente ucraino Petro Poroshenko relativa alla restituzione della Crimea e del Donbass, Putin ha sottolineato che la questione della restituzione della penisola è chiusa per sempre.

«È stata una decisione storica fatta dagli abitanti della Crimea che neppure la Russia potrà mettere in discussione.»

Sulla grazia concessa a Nadezhda Savchenko

Putin ha spiegato che la grazia concessa alla militare ucraina, condannata per il concorso nell'omicidio di due giornalisti russi nel Donbass, non è legata agli accordi di Minsk.

«La vedova e la sorella (dei giornalisti uccisi, ndr) mi hanno scritto una lettera chiedendomi di graziare la Sachenko. Non c'è nessuna relazione con gli accordi di Minsk, in quanto quelli riguardano il Donbass e l'Ucraina.»

Sulla situazione nel Donbass

Secondo Putin la situazione nel Donbass è risolvibile soltanto attraverso il decentramento e la concessione dello statuto speciale da parte dell'Ucraina.

«La questione del Donbass può essere risolta applicando gli accordi di Minsk.»

Putin ha anche ricordato che, stando agli accordi di Minsk, la costituzione ucraina deve essere modificata e che c'è la necessità di adottare una legge sull'amnistia.

«Non si può rimandare questa decisione con il pretesto che nella zona di sicurezza, nella zona di demarcazione, qualcuno spara a qualcun altro. Se non c'è la voglia di realizzare le riforme politiche, ci sarà sempre qualcuno che sparerà e qualcuno che risponderà al fuoco, un circolo vizioso che durerà fino a quando non saranno prese delle decisioni politiche.»

Sui rapporti con la Turchia

Putin ha affermato che la Russia vuole ristabilire i rapporti con la Turchia e aspetta che Ankara faccia passi concreti, quelli che finora non ha fatto. Commentando l'abbattimento del Sukhoi Su-24, Putin ha sottolineato che la Russia in Siria compatte contro i terroristi e non contro l'esercito regolare.

Il presidente russo ha aggiunto che da parte della Turchia non è arrivata mai alcuna spiegazione dell'incidente. «Non abbiamo ricevuto scuse. E non abbiamo ricevuto la disponibilità a riparare il danno. Abbiamo sentito solo dichiarazioni sul ripristino (delle relazioni, ndr). Noi pure vogliamo ripristinare le relazioni. Non siamo stati noi a rovinarle. Abbiamo fatto di tutto nei decenni per elevare i rapporti tra la Turchia e la Russia ad un livello di partnership ed amicizia senza precedenti. Non riesco a spiegarmi perché (l'incidente, ndr) è successo.»

Putin ha evidenziato che oltre alle dichiarazioni sulla volontà di ristabilire i rapporti con la Russia, Ankara dovrà intraprendere qualunque azione in questa direzione.

«Noi siamo in contatto con i rappresentanti della controparte turca attraverso diversi canali. Conoscono la nostra risposta. Aspettiamo passi concreti in questa direzione. Perora non ce ne sono.»

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