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Le prime pagine italiane del 27 maggio

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giornali - Sputnik Italia
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Diversi gli argomenti sulle aperture dei principali quotidiani oggi nelle edicole italiane. Le prime dichiarazioni del neo presidente di Confindustria trovano spazio accanto alla politica estera, con il G7 in corso di svolgimento in Giappone. Spazio poi alla crisi del Mediterraneo, con l'ennesimo tragico naufragio.

"Migranti, dalla Ue appello al G7: Più aiuti, la crisi è mondiale" è l'apertura dedicata al summit in corso di svolgimento in Giappone de la Repubblica, che a centro pagina da notizia della conquista della nomination repubblicana da parte di Donald Trump: "Felice di spaventare i Grandi".

Sul Corriere della Sera le prime dichiarazioni da nuovo capo degli industriali italiani di Vincenzo Boccia: "Riforme, sostegno da Confindustria. La ripresa non c'è". Di spalla la nomination di Trump irrompe al summit giapponese: "Obama, il G7 teme Trump. Lui promette una vice donna". A centro pagina la foto di un natante carico di migranti rovesciato in mare: "Quelle immagini di vite sospese".

Su La Stampa il rapporto della Commissione Ue sul traffico di esseri umani: "Rete globale dei mercanti di schiavi". Di spalla la vicenda dei due marò italiani: "Va rilasciato subito. Torna anche Girone".

Il primo intervento pubblico del neo presidente di Confindustria, anche sul foglio economico Il Sole 24 Ore: "Crescere deve diventare la nostra ossessione", con l'appoggio ufficiale di Boccia alle riforme costituzionali riportato nel catenaccio "superamento bicameralismo perfetto e Titolo V, è una nostra battaglia dal 2010".

Il salvataggio nel Canale di Sicilia di centinaia di migranti è sulla prima pagina de il Manifesto, che titola "Si salva chi può", mentre sullo stesso argomento Avvenire titola "Sommersi e salvati". Anche l'altro storico quotidiano della sinistra italiana, l'Unità, sceglie la stessa emblematica foto delle altre due testate, titolando "Il naufragio dell'Europa".

Il Fatto Quotidiano prosegue la sua battaglia per denunciare il poco spazio che la Rai avrebbe offerto sinora alle posizioni del No, nel delicato referendum costituzionale del prossimo autunno: "La Rai ha deciso, chi dice no non parla".

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