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Il costo per l'Occidente delle sanzioni di risposta della Russia supera i 9 miliardi $

© Sputnik . Vladimir Sergeev / Vai alla galleria fotograficaBandiere di Russia e UE
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L'introduzione da parte di Mosca dell'embargo agroalimentare contro la UE e gli Stati Uniti (escludendo la Turchia e l'Ucraina) è costata agli importatori stranieri 9,3 miliardi di dollari, si afferma nel rapporto "Embargo alimentare: i risultati del 2015" a cura del Centro di analisi del governo russo.

La più grande è stata la "prima ondata" di sanzioni, quando il 7 agosto 2014 la Russia aveva imposto le misure di risposta contro l'Unione Europea, così come contro gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia e la Norvegia.

Allora vennero vietate le importazioni di manzo, maiale, frattaglie, pollame, pesce, latte e latticini, alcune verdure, frutta e noci. In base al valore complessivo delle merci fornite da questi Paesi in Russia nel 2013, il danno ai fornitori ammonta a 9,1 miliardi di dollari, si legge nel rapporto.

Nel giugno 2015 le sanzioni sono state estese per un altro anno e ad agosto le restrizioni sono state estese ad Islanda, Albania, Montenegro e Liechtenstein (Paesi che hanno sostenuto le sanzioni anti-russi). In base ai dati delle esportazioni da questi Paesi verso la Russia dei prodotti alimentari oggetto delle sanzioni, il danno ai fornitori ammonta a 241 milioni di dollari.

Sommando questi valori si ottiene che i danni delle sanzioni di risposta della Russia superano i 9,3 miliardi di dollari.

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