USA: legge elimina la parola ‘negro’ dalla legislazione federale

© AFP 2022 / Mandel NganPresidente USA Barack Obama
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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato una legge che elimina dalla legislazione federale i «riferimenti offensivi delle minoranze», in particolare i termini «orientale», «negro» e «ispanico». Lo ha reso noto la ABC News.

La legge è destinata a rendere i testi più moderno e liberarli dal linguaggio politicamente scorretto degli anni ‘70, che si incontra nei documenti del ministero della Salute e dei Servizi Sociali americano.

«Non c'è posto per il concetto di ‘orientale' nella legislazione federale, finalmente questo termine arcaico e degradante scomparirà dalla storia», ha affermato uno degli autori del disegno di legge. Secondo la ABC, simili termini sono stati utilizzati per sottolineare che questi gruppi di persone rimanessero per sempre stranieri e mai in grado di diventare completamente americani.

«Le origini di questo e di altri termini sono radicati nell'epoca della colonizzazione europea, quando le parole ‘oriente' e ‘orientale' erano usate per descrivere l'Asia o la popolazione asiatica come inferiore, esotica e arretrata», ha spiegato il direttore del Centro di ricerca sull'immigrazione presso l'Università del Minnesota, Eric Lee.

Nel mese di febbraio il disegno di legge è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti e il 10 maggio è stato votato all'unanimità dal Senato. Con la firma del Presidente l'atto acquisisce forza di legge.

 

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