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La Festa della Repubblica a Donetsk

© Foto : di Eliseo BertolasiLa Festa della Repubblica a Donetsk
La Festa della Repubblica a Donetsk - Sputnik Italia
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L’11 maggio a Donetsk, è stata celebrata la festa. L’autoproclamatasi Repubblica Popolare di Donetsk (DNR) ha festeggiato i due anni dal referendum che in maniera unilaterale nel maggio del 2014 ha sancito la sua indipendenza da Kiev.

Da quel momento è iniziata una guerra, che ha già causato migliaia di vittime e feriti,  orfani, sfollati, distruzione… Il popolo del Donbass, pur di ottenere la propria indipendenza, non ha esitato ad imbracciare le armi per difendere le proprie case e la propria terra.     

Alla celebrazione sulle tribune col presidente della DNR Alexander Zakharchenko, il presidente del parlamento Denis Pushilin e gli altri leader della neo-Repubblica, hanno preso posto anche gli ospiti arrivati da Repubblica Popolare di Lugansk (l'altra repubblica secessionista del Donbass), dalla Russia, Francia, Germania, Finlandia, Abkhazia, Ossezia del Sud. Dall`Italia erano presenti Palmarino Zoccatelli presidente del Comitato Veneto Indipendente e Vito Comencini coordinatore nazionale del "Movimento Giovani Padani del Veneto".

© Foto : Fornita da Eliseo BertolasiIncontro della delegazione italiana con il presidente della DNR Alexander Zakharchenko
Incontro della delegazione italiana con il presidente della DNR Alexander Zakharchenko - Sputnik Italia
Incontro della delegazione italiana con il presidente della DNR Alexander Zakharchenko

Davanti al palco delle autorità locali per ben tre ore, ininterrottamente, ha sfilato solo la popolazione civile. Alla sfilata, infatti, hanno preso parte tutte le realtà sociali della DNR: le numerose rappresentanze sindacali, dai minatori, ai giuristi, ai medici… le varie associazioni di categoria, le scolaresche, anche diverse associazioni sportive, palestre di karate, box, ginnastica artistica, pattinaggio, danza… tantissimi i giovani. Hanno sfilato anche delegazioni arrivate da tutte le altre città della DNR: Gorlovka, Debalzevo, Makeevka.. ognuna con colori e costumi a tema specifici, il tutto tra majorette, danze in costume, palloncini colorati, bandiere della DNR dalle tre fasce: rosso, blu e nero,  russe e sovietiche e musica patriottica.

In piazza Lenin, di fianco all'omonima grande statua, è stato persino allestito uno schermo gigante per dar a tutti la possibilità di vedere il corteo. Nella più grande esultanza tutti hanno festeggiato la propria neo-Repubblica. Una grande festa civile, la festa del "popolo" del Donbass.

© Foto : di Eliseo BertolasiBandiere della Repubblica Popolare di Donetsk
Bandiere della Repubblica Popolare di Donetsk - Sputnik Italia
Bandiere della Repubblica Popolare di Donetsk

I festeggiamenti sono poi continuati il pomeriggio nel teatro della città. Gli ospiti dell'Ossezia del Sud hanno entusiasmato il pubblico con un loro balletto in costume tradizionale di straordinaria dinamicità e bellezza.

La delegazione italiana ha donato al presidente Zakharchenko la sacra icona della Madonna del Perpetuo Soccorso (laminata in oro e argento e incisa a mano), con l'augurio che la protezione divina possa sempre sostenere la nuova repubblica e tutto il suo popolo. Zakharchenko, ringraziando di cuore, visibilmente commosso, si è fatto il segno della croce chinando il capo davanti all'icona.

© flickr.com / di Eliseo BertolasiLa Festa della Repubblica a Donetsk
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La Festa della Repubblica a Donetsk

La storia procede inesorabile attraverso la sua interminabile sequenza di cause-effetti.

Per la gente del Donbass l'Ucraina appartiene ormai al passato: la Crimea è diventata la parte della Russia, le regioni secessioniste di Lugansk e Donetsk sono già "de facto" indipendenti da Kiev e sono sicuri che indietro non si tornerà.

Al di là della cornice ideologica in cui ci si vuole posizionare, la questione di fondo è che a Donetsk, è nato e si sta formando un nuovo Paese, che lo si voglia, o non lo si voglia riconoscere. Parlarne o non parlarne non cambia la realtà di fondo, questa ormai è storia.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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