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Libia, al Sarraj: Dateci armi per combattere il Daesh

© AFP 2021 / Fethi BelaidLe Premier ministre libyen, Fayez al-Sarraj
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A Vienna il vertice sulla crisi siriana trova un accordo per la fornitura di armi e addestramento con Tripoli, nonostante l'embargo internazionale.

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Libia, Farnesina: Unità e stabilizzazione obiettivi prioritari
La richiesta di un allentamento dell'embargo internazionale sulla vendita di armi da parte del governo unitario è stata accettata dai Paesi riuniti a Vienna ieri. Il premier voluto dalle Nazioni Unite insediatosi a Tripoli, Fayez al Sarraj, otterrà così armi e addestramento per le guardie presidenziale e per la guardia costiera, con lo scopo di stabilizzare la Libia e contrastare al contempo il traffico di esseri umani nel Mediterraneo.

Al termine della conferenza voluta da Italia e Usa sulla crisi libica ed il pericolo Daesh alle porte dell'Europa è questo il più importante risultato raggiunto dal governo unitario, che aveva espressamente richiesto di non inviare truppe straniere nel Paese.

"Non chiediamo un intervento straniero in Libia, ma chiediamo assistenza con addestramento e la rimozione dell'embargo delle armi al nostro governo: la comunità internazionale ha responsabilità verso la Libia, e quando si tratta di sconfiggere lo Stato islamico ricordo ai nostri amici che questo sarà raggiunto dagli sforzi libici e senza intervento militare straniero".

Questo l'appello di al Sarraj alla vigilia del vertice di ieri. I Paesi del formato Roma riuniti a Vienna si sono inoltre impegnati ad avere dialoghi in Libia esclusivamente con il governo unitario di Tripoli, cessando "il sostegno e ogni contatto ufficiale con istituzioni parallele che non sia il governo di concordia nazionale".

Per l'Italia confermato il ruolo centrale nella fase di addestramento del contingente libico.

"Siamo pronti — ha detto Paolo Gentiloni — ad addestrare ed equipaggiare le forze militari libiche come ci chiede il governo Sarraj. La stabilizzazione della Libia — ha proseguito il ministro italiano degli Esteri — è la chiave per combattere il terrorismo. Senza si rischia un conflitto interno, anche armato. Cercheremo di rafforzare l'accordo politico — ha concluso — per combattere contro il Daesh, incluso il generale Haftar, ma serve il riconoscimento pieno del governo di unità nzionale".    

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