Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

11 settembre: un altro documento chiama in causa l’Arabia Saudita

Seguici su
La campagna elettorale negli Stati Uniti è entrata nella fase calda. E’ quindi inevitabile che le questioni politiche irrisolte e più esplosive tornino a riconquistare l’attenzione dell’opinione pubblica. La più importante riguarda la verità su l’11 settembre, sui suoi responsabili e finanziatori.

Non si può dimenticare che 2977 innocenti persero la vita negli attentati contro le Torri Gemelle e che le loro famiglie, e non solo loro, non sono per niente soddisfatte delle spiegazioni ufficiali.

Presidente USA Barack Obama - Sputnik Italia
Obama valuta pubblicazione del rapporto segreto su 9/11 inviso ai sauditi
Come è noto, quell'attentato cambiò radicalmente anche la politica internazionale.

Le famose "28 pages", che rivelerebbero un importante e determinante coinvolgimento di personaggi e di strutture dell'Arabia Saudita, sono ancora segretate. Esse sono parte del rapporto della Commissione di indagine del Congresso americano su l'11 settembre.

Nel frattempo però è apparso un altro dossier, il "document 17" di 47 pagine che punterebbe il dito sui legami di ben 21 persone, operanti per conto di istituzioni saudite, e i dirottatori. Interessante è la lettura del testo: http://www.archives.gov/declassification/iscap/pdf/2012-048-doc17.pdf

Il documento è stato declassificato nel luglio 2015 dalla Interagency Security Clearence Appeals Panel (ISCAP). E' una parte degli elaborati della "9/11 Commission", la seconda indagine indipendente del 2003 sul più grande atto terroristico della storia. Il testo è stato scritto da due tra i più importanti inquirenti del governo federale americano, Dana Lesermann e Michael Jaconson. Gli stessi che per conto della Commissione di indagine del Congresso hanno partecipato alla stesura delle succitate "28 pages".

9/11 Terror Attacks: World Trade Center - Sputnik Italia
11/9: I dubbi del Corsera, dopo 15 anni
Il "document 17" tra i tanti interrogativi chiede di conoscere chi abbia aiutato due dei dirottatori, che in precedenza avevano soggiornato a lungo in California. Essi avrebbero goduto di appoggi logistici e sostegni finanziari di cittadini sauditi operanti sul territorio americano, dei quali uno sarebbe stato addirittura un informatore della FBI.

Nella lunga serie di domande alla FBI si cerca di comprendere se sia stato fatto tutto il necessario per fermare i terroristi e scoprire le eventuali responsabilità e complicità dei 21 cittadini sauditi. Esso rivela anche vari collegamenti internazionali con personaggi operanti in altri Paesi tra cui la Germania e la Norvegia.

In merito si spera che le autorità italiane abbiano controllato l'eventualità che i 21 personaggi menzionati abbiano avuto contatti anche nel nostro Paese.

9/11 Memorial New York - Sputnik Italia
46 punti che contraddicono la versione ufficiale del 11/9
Negli Usa su tali questioni il dibattito è diventato più acceso e più diffuso.

L'ex senatore Bob Graham, già copresidente della Commissione d'indagine del Congresso su l'11 settembre, continua con insistenza a chiedere la desecretazione delle 28 pagine. Anche recentemente in diverse interviste ha ribadito che "è necessaria la riapertura di un'indagine generale su l'11 settembre perché entrambe le Commissioni di indagine hanno dovuto operare entro un limite temporale che non ha permesso una'indagine esaustiva".

Ha aggiunto: "Le 28 pagine sono importanti in quanto indicano come il complotto venne finanziato e, anche se non sono autorizzato a discuterne, i dettagli comunque puntano il dito in maniera forte contro l'Arabia Saudita… E' notorio che agenti del governo saudita hanno aiutato almeno due dirottatori  che vivano a San Diego, con sostegni  finanziari e garantendo loro l'anonimità". 

La denuncia è forte tanto che definisce il lavoro della FBI una "aggressive deception", un inganno aggressivo.

I fatti in questione sono troppo importanti per la stabilità e per la lotta contro il terrorismo internazionale e la piena verità può essere il primo passo per affrontare in modo giusto e pacifico le sfide globali. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала