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Rotta economica dei Balcani, a Dubrovnik si parla di strategia adriatico-ionica

© AP Photo / Amr NabilIl ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni
Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni - Sputnik Italia
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Il primo Forum sul programma Eusair, avviato dalla Commissione europea nel 2014, prosegue oggi nella città croata. L’obiettivo è istituire un sistema di scambi commerciali terra-mare e di connettività in campo energetico nella “macroregione”, che comprende quattro paesi europei e altrettanti fuori dall’Unione.

''Parlare di regione adriatico-ionica significa parlare non soltanto di migrazioni''.

Così il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni al via del primo forum sulla strategia Adriatico — Ionica in corso a Dubrovnik in Croazia. Il programma è stato lanciato nel 2014 dalla Commissione europea per promuovere gli scambi commerciali, incentivare la politica energetica e la salvaguardia dell'ambiente nella macroregione interessata.

Sono otto i paesi che hanno aderito alla strategia: quattro europei — Italia, Croazia, Grecia, e Slovenia — e altrettanti non facenti parte dell' Unione — Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Serbia — che si interfacciano in partnership a coppie per coordinare i quattro pilastri principali su cui si fonda la strategia. All'Italia è abbinata la Serbia. in una collaborazione incentrata sui trasporti marittimi nell'Adriatico e nella gestione delle reti energetiche. Un business che porta all'Italia un cifra attorno i 27 miliardi di euro tramite l'interscambio con tutti e otto i Paesi della macro-regione, definita dallo stesso ministro Gentiloni come ''un'area economica e commerciale di straordinaria importanza per noi, e noi, insieme alla Germania, lo siamo per loro''.

La Slovenia e la Bosnia Erzegovina sono, invece, responsabili del settore della qualità ambientale. A Croazia e Albania, infine, è affidato il settore del turismo sostenibile. Centrali per tutti i paesi coinvolti nella programmazione europea, rimangono il potenziamento delle competenze sui trasporti e sugli scambi marittimi e terrestri nella rotta economica che collega i Balcani e l'Europa.

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