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Il governo italiano mette la fiducia sulle unioni civili, protestano i vescovi

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Dura presa di posizione della Cei dopo la decisione di palazzo Chigi di chiedere la fiducia sulla legge Cirinnà: sconfitta per tutti.

Il voto di fiducia è una sconfitta per tutti. E' questa l'opinione espressa ieri dalla Conferenza episcopale italiana a proposito della decisione del governo italiano, che ieri ha comunicato che avrebbe chiesto la fiducia sul voto finale, previsto per oggi alla Camera, sul disegno di legge che regolerà le unioni civili. Non è questa l'unica critica arrivata sui banchi del governo in queste ultime ore, dopo l'accelerazione dell'esecutivo sulla controversa legge che regolerà le unioni tra persone dello stesso sesso e la regolamentazione delle cosiddette coppie di fatto.

Le opposizioni hanno reagito parlando di grave errore sottolineando che una discussione nel merito dei soli quattro emendamenti rimasti avrebbe giovato al fine di approvare una legge migliore. Alle 14 il voto di fiducia, su cui il governo non dovrebbe incontrare ostacoli. 

Nel merito del testo, l'unione civile tra persone dello stesso sesso verrà sancita dalla nuova legge come "specifica formazione sociale", che per essere legalmente riconosciuta avrà bisogno di una dichiarazione davanti ad un ufficiale di stato civile ed in presenza di testimoni, al pari del matrimonio civile attualmente in vigore in Italia. Rimane esclusa dal testo di legge su cui voterà oggi la Camera, l'adozione del figlio del partner, ossia la cosiddetta stepchild adoption, oggetto di forti polemiche e stralciata dal testo originario.    

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