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Prove di Ue: domani vertice a Bruxelles tra il premier bosniaco, Tusk e Schulz

© REUTERS / Francois LenoirBandiere Unione Europea di fronte uffici UE a Bruxelles
Bandiere Unione Europea di fronte uffici UE a Bruxelles - Sputnik Italia
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Al centro del bilaterale: il processo di adesione europea della Bosnia-Erzegovina. Nuova tappa verso l’integrazione dopo gli ultimi incontri istituzionali tra le due parti e la votazione della risoluzione “favorevole alla prospettiva” da parte dell’Europarlamento.

Continua la corsa della Bosnia-Erzegovina verso l'adesione all'Ue. Domani mattina è previsto nella capitale belga l'incontro tra il primo ministro, Denis Zvizdic, e il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Il faccia a faccia, come riportato da fonti delle istituzioni europee, si svolgerà a porte chiuse.

"Dobbiamo mostrarci credibili per entrare a far parte della famiglia europea e riformare il nostro paese per il bene di tutti i suoi cittadini",

aveva detto Dragan Covic, presidente della Bosnia-Erzegovina, in occasione della presentazione della candidatura Ue avvenuta lo scorso 15 febbraio. Covic è stato l'ultimo rappresentante nazionale a interagire direttamente con Tusk lo scorso marzo durante un vertice a Bruxelles.

Nel pomeriggio di domani, invece, spazio per i colloqui sempre tra il premier bosniaco e Martin Schulz, presidente dell'Europarlamento, per fare un punto della situazione sui passi in avanti fatti dal Paese nell'avvicinamento alla destinazione europea.

Proprio lo scorso mese l'assemblea di Strasburgo ha approvato una risoluzione "a favore di una prospettiva europea" per la Bosnia-Erzegovina, ricordando come il paese balcanico avesse presentato la domanda di adesione all'Ue durante lo stesso periodo nel quale il Consiglio stava discutendo sulla proposta di referendum per la "Brexit". In quell'occasione è stato anche ricordato al governo di Sarajevo la necessità di portare a compimento il piano di riforme costituzionali, economiche e giuridiche, fondamentali nel processo di integrazione europea. Inoltre nel testo della risoluzione si faceva riferimento alla condanna unanime degli eurocrati nei confronti del referendum sulla giustizia nazionale in Republika Srpska, considerato contrario alla coesione e l'integrità del Paese.

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