Giorno della Vittoria, parola ai veterani

© Foto : Tatiana SantiCelebrazioni della Vittoria nella Grande guerra patriotica
Celebrazioni della Vittoria nella Grande guerra patriotica - Sputnik Italia
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Il 9 maggio, il giorno della Vittoria dell’Unione sovietica nella seconda guerra mondiale, è la festa in assoluto più sentita dai russi, un giorno in cui si ringraziano i veterani per il loro impegno nella vittoria.

In questo giorno che unisce, una festa che fa sorridere e piangere allo stesso tempo, i pensieri sono rivolti a tutti i caduti nella Grande Guerra Patriottica, ma anche a chi è sopravvissuto, a chi ha combattuto fino alla fine. Tanti destini tutti diversi si intrecciano in un giorno importantissimo per tutta la Russia. Ogni famiglia ha il suo eroe, un parente che ha combattuto in guerra.

Quali sono le storie dei veterani? Sputnik Italia ha raccolto alcune testimonianze direttamente dal cuore dei festeggiamenti di Mosca.

© Foto : Tatiana SantiVeterano della Grande guerra patriotica Mikhail Vasilievic durante le celebrazioni del 9 maggio
Veterano della Grande guerra patriotica Mikhail Vasilievic durante le celebrazioni del 9 maggio - Sputnik Italia
Veterano della Grande guerra patriotica Mikhail Vasilievic durante le celebrazioni del 9 maggio

Ecco la storia di Mikhail Vasilievic, veterano di 92 anni, incontrato nella bellissima metropolitana moscovita.

— Mikhail Vasilievic, quali sono i ricordi che le sono rimasti più impressi?

— Ho combattuto la guerra nella flotta del nord, la vera flotta.

Per me i marinai sono i ragazzi più uniti in assoluto, una vera squadra. Potevano cavarsela in ogni tipo di situazione sempre, insieme e uniti.

Mi ricordo quando uscivo e vedevo i prigionieri che lavoravano, chiedevano sempre una sigaretta.

— Gliela dava la sigaretta?

— Io non fumavo! Al posto delle sigarette, mi davano sempre un po'di zucchero.

— Che messaggio vorrebbe lanciare alle giovani generazioni di tutto il mondo? Qual è l'importanza di questa festa oggi?

— L'importanza di questo giorno è indicibile. È un evento unico. Da nessun'altra parte al mondo si è sconfitto il nazifascismo e si è riportata la pace come ha fatto l'Unione sovietica, una pace che dura fino ad oggi.

Questo grandissimo evento non si scorderà mai.

— Eppure in giro per l'Europa emergono sentimenti neonazisti, in alcuni Paesi i nazisti sfilano nei cortei. Lei che ne pensa?

— Oggi festeggiamo il 71 anniversario della Vittoria sul nazifascismo, dobbiamo imparare una grande lezione tutti quanti. Non si festeggiano solo le date tonde. Oggi Putin ha voluto mostrare con la parata della vittoria in Piazza Rossa e con le sue parole l'importanza che ha oggigiorno questa festa. Le sue parole riguardano ognuno di noi.

© Foto : fornita da Tatiana SantiVeterano della Grande guerra patriotica Igor Aleksandrovic
Veterano della Grande guerra patriotica Igor Aleksandrovic - Sputnik Italia
Veterano della Grande guerra patriotica Igor Aleksandrovic

Per le vie della capitale piene di musica, in un fiume di folla in festa e giovani, famiglie e bambini che regalano fiori ai veterani ringraziandoli per il loro impegno nella vittoria, abbiamo parlato con il Maggior generale Igor Aleksandrovic.

— Quale messaggio vorrebbe dare a tutti noi, Igor Aleksandrovic?

— Cara mia, io sono sopravvissuto all'assedio di Leningrado. Ho fatto la guerra in Afghanistan. Ho difeso la nostra grande Patria.

Al di là di tutte le peripezie, la cosa più importante è il nostro grande Paese, che non morirà mai, che ne dicano gli altri. Non accadrà mai!

Vede quanti fiori ho ricevuto? Questi ragazzi, la nuova generazione mi ha donato tutto questo affetto e questi fiori! Non devo aggiungere altro, cara mia.

— Quali sono i suoi ricordi più forti impressi nella mente?

— I giorni dell'assedio di Leningrado senz'altro, che ho vissuto dal primo all'ultimo giorno, eravamo in 1500, alla fine siamo rimasti solo in 8 persone.

Mi ricordo anche molto bene la parata della vittoria del 1967, per la prima volta sulla piazza rossa abbiamo mostrato il cosiddetto "Satana". È un missile balistico, chiamato "satana" dagli americani, un missile in grado di raggiungere ogni tipo di obiettivo ovunque. Mi ricordo, quando uscivamo già dalla Piazza Rossa con questo missile, la folla di gente si avvicinava, tutti erano felicissimi e ci lanciavano dentro la cabina i biscotti, i fiori e anche bottigliette di vodka!

© Foto : Tatiana SantiVeterano della Grande guerra patriotica Angelica Aleksandrovna con una foto di lei giovane
Veterano della Grande guerra patriotica Angelica Aleksandrovna con una foto di lei giovane - Sputnik Italia
Veterano della Grande guerra patriotica Angelica Aleksandrovna con una foto di lei giovane

Uno dei luoghi d'incontro preferiti per i veterani è la piazza davanti al Teatro Bolshoi. In un mare di fiori, musica, sorrisi, ma anche lacrime di commozione, abbiamo incontrato Angelica Aleksandrovna, un veterano di 92 anni,

— Angelica Aleksandrovna, dove si trovava negli anni di guerra?

— Ero in Tagikistan, mi ricordo che c'erano degli scorpioni enormi dove dormivamo. Ho dei bellissimi ricordi del Tagikistan, anche se lì in quegli anni c'era il tracoma e la sifilide.

Quando i bambini tagiki ci vedevano arrivare, erano felicissimi e gridavano: "arrivano i dottori, arrivano i dottori!".

Noi ci prendevamo cura dei bimbi, sciacquavamo loro gli occhi, loro ci volevano molto bene. Quante brutte cose si vedono in guerra! Mai più, mai più!

Finita la guerra, sono andata a Mosca dove poi avrò insegnato tutta la vita geografia. Oggi dico sempre ai giovani di prendersi cura della salute, è la cosa più importante. Prendetevi cura della vostra giovinezza.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.    

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