Brexit, Cameron: Senza Uk rischi di guerra in Europa

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Il primo ministro britannico avverte sui pericoli per la difesa e la sicurezza del Regno Unito. Il rivale Johnson: Uscire è atto di cosmopolitismo culturale.

Si accende il dibattito sulla Brexit nel Regno Unito. Dopo le schermaglie dei giorni scorsi sui temi dell'economia e dell'impatto in termini occupazionali di un'eventuale uscita dall'Ue, ieri è stato il turno di difesa e sicurezza, per un botta e risposta tra i due leader del partito conservatore. E' stato il primo ministro David Cameron ad accendere la miccia, dichiarando che in caso di Brexit sarebbero maggiori i rischi di instabilità in Europa.

"L'Unione europea ha aiutato a riconciliare Paesi che si sono attaccati per secoli è nell'interesse nazionale della Gran Bretagna avere obbiettivi condivisi in Europa per evitare possibili nuovi conflitti, per questo è necessaria la leadership britannica ed è necessario che il Regno Unito resti partner".

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Così Cameron in un intervento nel corso della campagna referendaria, caratterizzato da un lungo excursus sul ruolo britannico nelle grandi trasformazioni che nei secoli hanno condotto fino all'Europa che conosciamo. La reazione di Boris Johnson non si è fatta attendere. L'ex sindaco di Londra, principale candidato alla successione interna ai Tory proprio al posto di Cameron, si mostrato scettico sulle prospettive a tinte fosche dipinte dal primo ministro.

"Fino a qualche settimana fa — ha sferzato il leader del suo partito — diceva che senza nuove riforme nella Ue avremmo dovuto lasciare i partner". 

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