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Regeni, l'Egitto ordina ai media la censura sul caso

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Nelle ore in cui si scopre che la posta elettronica del ricercatore è stata violata un mese dopo la sua scomparsa, dall'Egitto un'incredibile gaffe svela la censura governativa sui media.

Una mail interna, diffusa per errore dal ministero dell'Interno del Cairo all'intera mailing list di giornalisti accreditati, rivela le pressioni governative sulla stampa e sulla Tv per censurare il caso della morte di Giulio Regeni, oltre alla richiesta avanzata alla procura generale egiziana di emettere un'ordine di riservatezza sull'omicidio.

Nella mail anche un piano per colpire il sindacato dei giornalisti, accusato di aver coperto "de criminali ricercati dalla Procura". Il riferimento è ai due giornalisti arrestati lo scorso 1 maggio con l'accusa di essere parte di un progetto di destabilizzazione del Paese, dopo la loro partecipazione ad una manifestazione indetta lo scorso 25 aprile contro l'accordo tra Egitto e Arabia Saudita sulla definizione dei nuovi confini marittimi.

Intanto sul fronte delle indagini italiane sul caso del giovane ricercatore, è di poche ore fa la notizia dell'intrusione nell'account email di Regeni un mese dopo la sua morte. Gli investigatori italiani avrebbero chiesto a Google, secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, l'identificazione del numero Ip da cui è stato effettuato l'accesso, informazione che potrebbe dare una svolta alle indagini. 

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