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Libia, Daesh si prepara all’attacco del generale Haftar a Sirte

© AFP 2021 / MAHMUD TURKIAMembers of forces loyal to Libya's Islamist-backed parliament General National Congress (GNC) secure the Al-Ghardabiya airbase as they fight Islamic State (IS) group jihadists on the outskirts of Libya's western city of Sirte on March 16, 2015
Members of forces loyal to Libya's Islamist-backed parliament General National Congress (GNC) secure the Al-Ghardabiya airbase as they fight Islamic State (IS) group jihadists on the outskirts of Libya's western city of Sirte on March 16, 2015 - Sputnik Italia
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I miliziani stanno concentrando gli sforzi a difesa della roccaforte in attesa dello scontro con le forze fedeli all’ex comandante di Gheddafi. Secondo l’emittente televisiva, al Jazeera, diversi jihadisti sono stati richiamati dalla zona di Bengasi per rinforzare il contingente nella periferia della “capitale” libica dello Stato islamico.

Lo scontro è alle porte. Motivo per cui, i miliziani del Daesh fanno quadrato attorno alla loro roccaforte. Le milizie sono state già predisposte lungo una linea difensiva, che attraversa la periferia di Sirte, a protezione della roccaforte jihadista in Libia. Il fronte viene rinforzato in vista dello scontro con le truppe dell'Esercito libico, fedeli al generale Khalifa Haftar. L'ufficiale ha già annunciato la fine dei preparativi e l'imminente attacco.

Come riportato dall'emittente televisiva del Qatar al Jazeera, da Sirte sarebbe partito l'ordine di far tornare nella "capitale" i miliziani del Daesh rimasti nella periferia di Bengasi, dopo la liberazione della città avvenuta nei giorni scorsi proprio per mano del comando fedele ad Haftar.

Anche dal fronte umanitario arrivano notizie che confermano l'aprirsi di nuove crepe nella roccaforte jihadista. Più di duecento famiglie, provenienti dall'area di Sirte, hanno superato la cosiddetta "porta occidentale" di al Sadad per raggiungere i principali centri del Paese come Misurata e Tripoli. Alcuni sfollati hanno denunciato, secondo quanto riferito dal sito di informazione al Wasat, violenze, maltrattamenti e furti da parte degli uomini fedeli al Califfato. Sembra che queste famiglie abbiano avuto l'autorizzazione di lasciare le loro case da Abu Hamza, un terrorista soprannominato "il senegalese", per via della presenza di alcuni malati tra i profughi. Ma la sorte peggiore è toccata, come riferito da fonti locali al sito web al Wasat, ad alcuni clan legati alla famiglia Gheddafi: costretti a tornare nelle loro case perché — presumibilmente — troppo poveri per pagare ai jihadisti il prezzo della loro fuga.

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