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Perforazioni nell'Adriatico, il premier Croato Oreskovic blocca l'azione delle trivelle

© Sputnik . Igor ZaremboUna trivella
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Secondo quanto riportato dalla stampa locale, l'ultimo rinvio relativo all'avvio dei lavori nelle acque adriatiche sarebbe legato alla volontà di Zagabria di voler definire in dettaglio le concessioni necessarie all'usufrutto degli idrocarburi nazionali e destinate alle compagnie straniere che si sono fatte avanti per esplorazioni ed estrazioni.

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L'Esecutivo croato non è pronto a dare luce verde ad alcuna iniziativa finalizzata all'esplorazione di risorse petrolifere e gasifere presenti nelle acque territoriali nazionali che si trovano sui fondali del mar Adriatico. Questo, in estrema sintesi, è quanto ha affermato nelle scorse ore il capo del governo di Zagabria Tihomir Oreskovic durante un'intervista rilasciata ad un'emittente nazionale.

L'esponente dei conservatori ha spiegato in televisione che, ad oggi, gli studi di settore suggeriscono l'esistenza di tre possibili giacimenti di idrocarburi nei fondali prospicienti le coste croate e che questi rappresentano una grande ricchezza per il paese. Per questo motivo il loro eventuale usufrutto deve passare necessariamente attraverso la definizione di specifici parametri di utilizzo, parametri che dovranno essere redatti dagli enti governativi preposti a tale scopo. Secondo quando riportato dalla stampa nazionale, inoltre, l'effetto del blocco sarebbe da intendersi a tempo indeterminato, poiché dipenderebbe unicamente dalla redazione delle nuove norme.

Le gare per l'affidamento dei giacimenti sono state lanciate nel 2014, dall'allora in carica governo di centrosinistra di Zoran Milanovic, e prevedeva la stipula di concessioni, attraverso 29 piattaforme, per lo sfruttamento dei bacini di petrolio e gas presenti nell'Adriatico. Cinque le società che nel 2015 hanno vinto le gare: Ina (società corata a partecipazione ungherese); Marathon Oil (Usa); Eni e Medoilgas (italiane) e l'austriaca Omv. È stata data, invece, il via libera alla costruzione a stretto giro del rigassificatore previsto sull'isola di Veglia che, secondo quanto spiegato dal governo di Zagabria, rappresenta una vera e propria "priorità" per l'Esecutivo croato.

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