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Ucraina vieta ingresso a giornalista polacco per domanda scomoda su neonazismo

© Alexandr Maksimenko / Vai alla galleria fotograficaBattaglione paramilitare ucraino "Azov"
Battaglione paramilitare ucraino Azov - Sputnik Italia
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Il Servizio di Sicurezza dell'Ucraina (SBU, servizi segreti) ha vietato l'ingresso nel Paese al giornalista polacco Tomasz Maciejczuk per 5 anni.

Il giornalista lo ha scritto sulla sua pagina Facebook.

Secondo il giornalista, è venuto a conoscenza del provvedimento mentre si trovava al controllo di frontiera.

"Dunque, sono una minaccia per la sicurezza dell'Ucraina. Ho una sola arma: una fotocamera. Questa fotocamera ha mostrato la verità che probabilmente non piace al governo ucraino," — ha così commentato la vicenda Tomasz Maciejczuk.

Il giornalista ha osservato che lo scorso febbraio ad Amsterdam aveva chiesto chiarimenti al ministro degli Esteri dell'Ucraina Pavlo Klimkin in merito alle formazioni neonaziste nel Paese. Secondo Maciejczuk, come risposta è stato accusato di "propaganda russa" e gli è stato promesso che non sarebbe entrato in Ucraina.

"Ecco la nuova Ucraina europea", — ha aggiunto Maciejczuk.

Nella giornata di ieri l'Ucraina ha inoltre vietato l'ingresso nel Paese al giornalista tedesco Saadi Isakov.

Secondo il suo avvocato Kirill Shevchuk, Kiev nei prossimi giorni potrebbe rifiutare l'ingresso a diversi giornalisti occidentali in procinto di recarsi ad Odessa per l'anniversario della tragedia alla Casa dei Sindacati.

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