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Riflessioni sulla mia esperienza di vita a Chelyabinsk

© flickr.com / Nick Grosoli Mulsim women in Milan
Mulsim women in Milan - Sputnik Italia
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La vita a Chelyabinsk è sicuramente diversa rispetto a quella in Italia, e non parlo solo del clima, ma di abitudini e stile di vita in generale. Inoltre bisogna considerare che vivevo a Sanarica, meno di 1500 abitanti in provincia di Lecce; Chelyabinsk invece ha più di un milione di abitanti e anche questo ha fatto la differenza.

Dopo qualche giorno mio padre chiese di mandargli una foto di Chelyabinsk, io stavo per attraversare la strada che porta dal dormitorio alla fermata dell’auto; una volta fatta la foto, gliela invio e lui con un commento secco mi fa: ”sembra Milano?!”, un misto di domanda e risposta.

Dovete sapere che mio padre è nato e cresciuto a Vimodrone (Milano) fino ai 18 anni, non lontano dagli studi di Cologno Monzese, quindi insomma sapeva di cosa stesse parlando; probabilmente per questa ragione mi piazzò quel punto esclamativo e di domanda insieme, fra incredulità e ricordi di un passato che fu.

Фото опубликовано Подпишись на Челябинск(↗️жми+) (@chelyabinsk_foto) Апр 22 2016 в 11:52 PDT

Nello spostarsi da una parte all’altra di Chelyabinsk utilizzo sempre i mezzi pubblici, e molto spesso mi capita di effettuare tragitti medio lunghi che a causa del traffico possono diventare interminabili; a volte anche un ora, ma insomma chi abita in una grande città sa di cosa parlo, ma per me fu veramente molto strano capire come poter restare nel bus per un ora, che cosa fare, come spendere il tempo a disposizione, quando prendere il bus per poter arrivare in tempo agli appuntamenti. Oggi invece mi capita di fare la domanda opposta, ossia: “come spendevo prima il tempo che ora utilizzo per spostarmi in città?”, francamente non lo so, ma in generale sento che qui tutto si muove più velocemente ma anche con più coscienza, come se nel momento in cui mi alzo la mattina, già so come concludere la mia giornata. Una cosa che in parte stupisce è che questi miei sentimenti sono condivisi anche da amici e conoscenti che come me hanno lasciato il nostro paesino per lavorare o studiare a Torino, Parma, Milano o qualsiasi altra città italiana o europea.

Ma se c’è una cosa sulla quale io e i miei amici non concordiamo è che la grande città è per antonomasia caotica; soprattutto d’inverno, passeggiando per il centro, mi sembra che a Chelyabinsk vivono non più di cento mila persone, motivo per cui la paragono più a una Lecce rispetto a Milano, in alcuni rioni si possono ancora vedere le case, come nella mia Sanarica, poi ci sono moltissime palazzine a 5 piani, che contribuiscono a fare di Chelyabinsk una sorta di immenso paese.

Sarà mica una questione di prospettiva e di abitudine?! In ogni caso io mi sono adattato alla vita di Chelyabinsk, anche se non rinuncio a molte delle mie abitudini prettamente italiane; gli esempi variano e sono tanti anche se il primo posto lo occupa sicuramente la cucina, ma poi c’è il cinema, il teatro, la musica e anche il mio modo di vedere e pensare le cose. I casi sono davvero tantissimi, ma c’è né uno di cui vorrei farvi partecipi: da quando sono in Russia non passa giorno che non leggo almeno un paio di giornali italiani, da quelli di cronaca locale fino a quelli nazionali, tutto ovviamente grazie a internet si intende; a volte apro le pagine dei giornali anche tre quattro volte al giorno, mi piace essere sempre aggiornato, anche se a volte questo non mi fa bene allo spirito dato le notizie che circolano sulla mia Italia.

In Russia ho capito cosa significa che il sangue bolle; sinceramente non so se e quando tornerò in Italia, ma una cosa è certa: a volte sono critico verso il mio paese ma sempre in maniera costruttiva e anche se vivo, studio e lavoro in Russia, vorrei continuare a contribuire al miglioramento del mio paese per quelle che sono le mie possibilità sperando che un giorno possa essere considerato in Italia per quello che oggi vengo considerato in Russia, ossia una risorsa per questo paese.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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