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Dove sono finiti gli uomini?

© AFP 2021 / Robert AtanasovskiMigrants and refugees board a train, after crossing the Greek-Macedonian border, near Gevgelija on October 5, 2015.
Migrants and refugees board a train, after crossing the Greek-Macedonian border, near Gevgelija on October 5, 2015. - Sputnik Italia
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Guardando i telegiornali, che ogni giorno fanno vedere il flusso interminabile dei migranti verso l'Europa, spontaneamente viene la domanda, in realtà tutta questa gente cosa cerca nel vecchio continente?

Se è vero che scappano dalle guerre e fame, allora perché la loro meta prescelta diventano i paesi nord europei dove assistenzialismo è fortemente  presente nei confronti dei cosiddetti profughi. Immagino, se uno scappa dalle bombe, non gli importi assolutamente niente, dove trovare un rifugio, nella ricca Svezia o nel non tanto ricco Portogallo. La priorità diventa trovare un luogo sicuro, dove il profugo con la sua famiglia possa avere un tetto e il minimo necessario per andare avanti. Ma quando vedo le masse di uomini giovani e forti, che premono ai confini con la Macedonia, mi chiedo, e se avessero usato almeno la metà della loro forza e testardaggine per combattere l'Isis e difendere la loro patria, Isis, dal quale questi giovani sfrontati, dicono di scappare. 

euro con immagine dello Stivale - Sputnik Italia
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Ovviamente tutti quanti vogliono andare nel nord Europa, ricevere sostegni economici, magari trovare un lavoro e avere una vita dignitosa. A me sembra troppo facile. Arrivi in Europa, fingi di essere un profugo, racconti la solita storiella di scappare dalla guerra o da un governo tiranno ed è fatta. Se ci riesci ad arrivare nel paese nord europeo, il sogno si avvera completamente.  È un paradiso di trovarsi in una società piena di diritti, avere la pappa pronta e nessun dovere verso la parte accogliente. Invece se sei meno fortunato e ti ritrovi nel sud europeo, tutto si complica, lavoro non c'è, e sostegno dello stato è meno generoso. Cosa puoi fare? Puoi delinquere, cercare di salire sul treno, che ti porti nel nord Europa oppure chiedere l'elemosina. Quando vado al supermercato, c'è sempre un tizio di colore, che si offre volontario per riportare i carrelli della spesa e guadagnare la monetina. Ma forse per lui era più dignitoso di rimanere nella propria terra e combattere per cambiarla nel meglio, per costruire il futuro lì, dove sono le sue origini?

Certamente l'occidente ha una grande responsabilità nella destabilizzazione e l'impoverimento dei paesi da dove arriva maggior parte dei migranti. In primis gli europei dovrebbero adottare politiche, che finalmente consentano lo sviluppo di questi popoli, perché fino d'ora sono state solo le chiacchiere ad accompagnare tutti gli eventi tragici che hanno spinto i disperati in un'Europa vecchia e cieca. E non sarebbe male se almeno qualcuno dei politici dell'Unione europea invitasse il gran fratello americano, direttamente responsabile della crisi umanitaria, a partecipare piu attivamente, sia nel modo economico, sia in materia di accoglienza. Adesso agli americani non importa nulla di tutto ciò che sta accadendo qui, visto che si trovano sull'altro continente e attraversare l'oceano Atlantico con il gommone io la vedo molto dura. La strategia del caos per rovesciare i governi scomodi viene applicata dal paese a stelle e strisce molto lontano dai propri confini. 

© Sputnik . Vitaly Podvitsky La crisi dei migranti paralizza l'Europa
La crisi dei migranti paralizza l'Europa - Sputnik Italia
La crisi dei migranti paralizza l'Europa

Comunque sicuro, che prima o poi, l'Europa dovrà affrontare il problema dell'immigrazione incontrollata in modo serio. Forse sarà un'Europa diversa da come la conosciamo oggi, più consapevole dei pericoli che corre dove finalmente il diritto diventerà un merito che non può essere regalato a tutti quelli che cercano una vita migliore. Può suonare tanto crudele, ma ad un certo punto tutti noi dovremmo prendere una posizione netta, se vogliamo  conservare la nostra identità. E lo dico purtroppo, ma le guerre vanno combattute, non si può scappare per sempre, affidando questo compito a quelli che rimangono.  D'altronde come lo abbiamo fatto noi, europei, russi, il futuro, lo abbiamo conquistato, e se si è arrivati allo stato di diritto è soltanto grazie alle atrocità di guerre, che abbiamo vissuto sulla nostra pelle.  Abbiamo imparato a vivere in pace malgrado le nostre divergenze, ma tutto ciò è stato possibile grazie ad un percorso tortuoso e sofferente.

I giovani che fuggono devono trovare coraggio, riscoprire la dignità e combattere per avere il futuro nelle loro terre, prendendosi cura delle loro madri, mogli e figli, le quali davvero necessitano della protezione e hanno tutto il diritto di vivere in un paese sicuro. Alla libertà e democrazia si arriva, ma la strada è molto lunga e spinosa e l'occidente dovrebbe capire una volta per tutte che le bombe questa strada la distruggono.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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