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Giornalista locale rivela i 4 motivi che stanno uccidendo il turismo in Turchia

© Sputnik . Vladimir Vyatkin / Vai alla galleria fotograficaSpiaggia semi-vuota ad Antalya (Turchia)
Spiaggia semi-vuota ad Antalya (Turchia) - Sputnik Italia
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I turchi sono stati costretti a celebrare la “Settimana del Turismo” in solitudine perché gli ospiti stranieri si sono tenuti lontano dal Paese, scrive il giornalista turco Mehmet Tezkan.

Uno dei settori più importanti dell'economia turca, il turismo, è stato ucciso a seguito di errori imperdonabili di Ankara in politica estera e politica interna, scrive l'editorialista del giornale "Milliyet" Mehmet Tezkan.

La prima sciagura a cui è andata incontro la Turchia è quando ha deciso di intromettersi negli affari interni della Siria: questa scelta ha portato nel Paese 2,7 milioni di profughi siriani. Il Mar Egeo si è riempito di navi di scafisti e nelle sue acque ogni giorno affondano decine di persone. Alla fine è diventato tristemente noto per essere soprannominato il "mare della morte", rileva il giornalista.

"Andreste in vacanza in una città costiera con una fama simile? Entrereste in acqua sapendo che sul fondo giacciono i corpi di bambini?" — domanda Tezkan.

Il secondo problema è che per troppo tempo Ankara ha chiuso gli occhi davanti al rafforzamento dei jihadisti ed ha perseguito la politica della "porta aperta", accogliendo indiscriminatamente tutti. I terroristi sono penetrati facilmente nel Paese ed ora lo Stato Islamico imperversa in Turchia, spesso scegliendo come bersaglio cittadini stranieri, scrive l'editorialista.

In seguito le autorità turche hanno commesso una serie di errori nei riguardi di Mosca, nonostante i cittadini russi siano risultati essere sempre di vitale importanza per il turismo del Paese.

Inizialmente Ankara ha abbattuto l'aereo russo per una trascurabile violazione dello spazio aereo, dopodichè passo dopo passo ha aggravato la situazione, cercando di presentare il fatto come una minaccia per la sua sicurezza, si afferma nell'articolo.

"Abbiamo rotto le relazioni, abbiamo perso i russi, grazie ai quali il turismo si reggeva in piedi," — scrive Tezkan.

Infine le autorità turche hanno fatto nulla per impedire la guerra col Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) e risolvere la questione curda in modo pacifico. Ora nelle strade della Turchia imperversano il caos e l'angoscia, che ricordano i tempi della Seconda Guerra Mondiale. In queste condizioni terribili resta solo da chiedersi perché nel Paese non arrivano i turisti, il giornalista conclude l'editoriale con amara ironia.

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