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Il crollo del prezzo del petrolio colpisce anche gli introiti del Daesh

© AFP 2021 / HO / ALBARAKA NEWSDaesh
Daesh - Sputnik Italia
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Gli introiti del gruppo terroristico Daesh sono diminuiti del 30% dalla metà dello scorso anno. Per l’agenzia Reuters, che cita il rapporto della società di consulenza energetica IHS Global Inc., ciò è legato al crollo dei prezzi petroliferi.

Secondo il documento, gli introiti dell'organizzazione terroristica lo scorso anno ammontavano a 80 milioni di dollari, mentre attualmente non superano i 56 milioni. Inoltre, si sono ridotte di un terzo le estrazioni petrolio nei territori controllati dai terroristi: da 33 mila a 21 mila barili al giorno.

"L'influenza del Daesh nella regione è ancora intensa, ma a causa del significativo calo delle entrate, nel lungo periodo per i guerriglieri sarà sempre più difficile gestire i territori occupati", sostiene l'analista dirigente dello IHS Ludovico Carlino.

Dal 2014 i territori che si trovano sotto il controllo degli estremisti sono diminuiti del 22 %.

Il rapporto segnala che la metà degli introiti del Daesh provengono dall'imposizione fiscale e dal sequestro dei beni della popolazione dei territori occupati; il 43% dalla vendita di petrolio; la restante parte dal contrabbando di sostanze stupefacenti, energia elettrica e dalle donazioni.

Secondo la Reuters, attualmente i condannati a pene fisiche possono evitarle previa pagamento di una somma di denaro a testimonianza delle difficoltà finanziarie dell'organizzazione. I guerriglieri del Daesh hanno inoltrer introdotto nuovi tributi sulle antenne satellitari e l'uscita dai confini cittadini.

Nel 2014 il Daesh ha occupato vaste aree di Iraq e Siria e proclamando la nascita di un califfato.

Dall'agosto del 2014 l'alleanza di 65 paesi guidati dagli Stati Uniti bombarda le posizioni del Daesh in Iraq. Dopo un mese sono iniziati gli attacchi della coalizione sugli islamisti in Siria. Nell'autunno del 2015, su richiesta di Damasco, iniziano in Siria le operazioni aeree della Russia contro gli estremisti. A metà marzo 2016 il presidente russo Vladimir Putin ordina il ritiro della maggior parte del contingente, tuttavia le basi delle forze russe continuano ad essere operative.

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