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Via al meeting di Alessandria d'Egitto: in gioco c'è il futuro energetico del Mediterraneo

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaEstrazione di petrolio
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C'è grande attesa per l'apertura dell'ottava edizione della Mediterranean Offshore Conference and Exhibition (Moc), che quest'anno ospiterà più di 7mila partecipanti provenienti da ventiquattro nazioni. Il focus riguarderà le potenzialità dei giacimenti off shore del Mediterraneo meridionale.

Rappresentanti dei paesi che insistono sul Mediterraneo, compagnie petrolifere, aziende ingegneristiche ed esperti provenienti da tutto il mondo. Questo, in estrema sintesi, è il parterre che si attende alla Moc 2016 che si svolgerà ad Alessandria d'Egitto (che si alterna, dal 2000, ogni due anni con l'italiana Ravenna).

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Ad incontrarsi, dunque, saranno tutti i rappresentanti delle lobby petrolifere che dovranno fare il punto della situazione sullo sfruttamento degli pozzi già operativi e, soprattutto, sul futuro del giacimento denominato Zohr che — secondo le stime più diffuse —, potrebbe rappresentare il bacino di idrocarburi più grande dell'intero Mediterraneo. L'impianto, che si trova nelle acque territoriali egiziane, è stato scoperto dal colosso petrolifero italiano Eni e promette di far fruttare ricavati astronomici alle aziende che riusciranno ad accaparrarsene la gestione.

"Il meeting — si legge in una nota ufficiale —, attrae verso l'Egitto i principali operatori del settore, grazie soprattutto alla qualità delle conferenze e all'importanza strategica del Cairo nell'industria energetica del Mediterraneo".

La conferenza, che sarà inaugurata da Tarek al Mulla (ministro egiziano del Petrolio), riguarderà le scoperte di gas e petrolio effettuate nei quadranti meridionali del Mediterraneo e che dovrebbero portare, secondo fonti di stampa di settore, all'apertura di 25 pozzi di estrazione.

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"Attendiamo una presenza di primo piano al meeting di Alessandria — ha affermato al Mulla —, sia da parte di aziende, sia di tecnici già al lavoro sul territorio. I diretti interessati, poi, illustreranno le nuove scoperte effettuate nelle nostre acque, scoperte che faranno del nostro paese uno dei maggiori fornitori dell'area, candidando l'Egitto a diventare uno degli hub energetici più importanti del mondo".

Nel quadro di grande cooperazione amichevole tra Italia ed Egitto, basata su interessi miliardari derivanti dall'usufrutto dei giacimenti appena scoperti, appare purtroppo ragionevole ipotizzare che altre questioni diplomatiche pendenti tra i due paesi — ovvero il caso del ricercatore Giulio Regeni, barbaramente ucciso a fine gennaio a el Cairo —, possano venir poste in secondo piano, in luogo di una ragion di Stato focalizzata sugli interessi economici dei grandi gruppi petroliferi e di coloro che vi ruotano attorno.

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