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Il futuro della Libia rimane incerto, si vota di nuovo per la fiducia al premier Sarraj

© AP Photo / Mohammad HannonLa bandiera della Libia
La bandiera della Libia - Sputnik Italia
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I plenipotenziari delle Nazioni Unite continuano il pressing sui delegati della Camera dei rappresentanti per far eleggere come capo dell'Esecutivo Fayez al Sarraj. In queste ore, in cui è atteso il voto di fiducia, l'inviato Onu Martin Kobler sta mettendo sul tavolo le ultime carte per provare ad uscire dall'impasse e far varare il nuovo governo.

Nonostante la buona volontà, di alcuni, i fondi, di altri, e la necessità oggettiva della Libia di trovare dopo tanto caos un governo stabile, credibile e rappresentativo, la situazione nel paese rimane tutt'altro che chiara.

I due principali contendenti, oltre le schermaglie diplomatiche di superficie, sono: da una parte le Nazioni Unite (e quindi i poteri forti che essa rappresenta) e dall'altra l'Egitto. Se a scontrarsi sul campo sono al Sarraj e il generale Khalifa Haftar (campioni rispettivamente dell'Occidente e del Cairo), in realtà la partita è giocata ancora una volta fuori del paese, che subisce ancora una volta lo stallo delle potenze straniere incapaci di trovare un equilibrio utile a raddrizzare uno dei peggiori pasticciacci della politica estera internazionale degli ultimi vent'anni.

Nel merito delle tensioni la cronaca riporta che proprio in queste ore l'inviato dell'Onu, il diplomatico tedesco Kobler, incontrerà a Tobruk Mohammed Shaib — vice presidente dell'auto proclamato parlamento libico, — e Aguila Saleh — presidente della Camera, — per provare a trovare il bandolo della matassa e dare il supporto formale al governo di al Sarraj che, ad oggi, ha incassato il via libera solo dal Palazzo di Vetro di New York.

Ad ostacolare il piano dell'Onu c'è principalmente la fazione guidata dal generale Haftar (comandante attualmente delle milizie armate che contrastano l'avanzata di Daesh nell'area di Bengasi e più in generale nella parte orientale del paese), che denunciano la presenza di estremisti (ovvero esponenti del movimento dei Fratelli musulmani) e di collaborazionisti (con il passato regime dittatoriale del colonnello Gheddafi) nella rosa di nomi avanzati da al Sarraj alla guida del paese. L'obiettivo dei plenipotenziari dell'Onu è dunque quello di provare a smussare le ostilità tra le parti per ottenere il voto di fiducia dalla Camera dei rappresentanti, sancendo così la legittimità anche interna al governo scelto e imposto dall'Onu.

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