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Italia, approvata la riforma della Costituzione

© Foto : Ed YourdonBandiera italiana, il Vittoriano
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La Camera dei deputati approva il testo finale, che nel prossimo autunno verrà sottoposto a referendum popolare confermativo.

Con 367 voti a favore, 7 contrari ed i parlamentari dell'opposizione fuori dall'Aula per protesta, è stata approvata ieri in sesta e ultima lettura la riforma della Costituzione italiana. Il disegno di legge Boschi diventa legge dello Stato senza però i due terzi dei voti dell'Aula e per questo motivo per la sua entrata in vigore sarà necessario un referendum popolare confermativo, previsto per questo autunno.

La riforma approvata riduce drasticamente i poteri dell'attuale Senato, che diventerà il "Senato delle autonomie" e sarà formato da cento parlamentari, tra consiglieri regionali, sindaci e 5 senatori di nomina presidenziale e avrà essenzialmente un ruolo consultivo. Finisce così l'era del bicameralismo perfetto, con la sola Camera dei deputati rimasta ad esprimersi sulla fiducia al governo. Altro importante pilastro della riforma voluta dal governo Renzi è quella del titolo V, riguardante il rapporto tra Stato ed enti locali, con alcune delle competenze che negli anni erano state trasferite in seno alle regioni destinate a tornare in capo allo Stato.

Entro tre mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, secondo quanto previsto dall'articolo 138 della Costituzione italiana, per le modifiche costituzionali che non siano state approvate con almeno i due terzi dei voti parlamentari, è necessario un referendum confermativo da parte della popolazione. In solo due occasioni gli italiani sono stati chiamati ad esprimersi in un referendum confermativo che, a differenza di quello abrogativo, non necessità di un quorum per la sua validità: nel 2001, quando venne approvata la riforma proprio del titolo V, ed il secondo nel giugno 2006, che vide la bocciatura popolare della riforma costituzionale voluta dal governo Berlusconi. 

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