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Buoni o cattivi

© SputnikUna cantante ucraina all'Eurovisione del 2009
Una cantante ucraina all'Eurovisione del 2009 - Sputnik Italia
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Lavorando in un'azienda di trasporti, che si occupa di servizi rivolti alle imprese russe e ucraine, avevo avuto tanti colleghi ucraini, quasi tutti provenivano dall'ovest del paese. Nello svolgere il loro lavoro erano bravissimi, anche dal punto di vista umano erano delle ottime persone, finché...non si toccava l'argomento Russia - Ucraina.

A questo punto quasi tutti  diventavano nazionalisti, rinnegavano la storia comune e disprezzavano  tutto ciò, che si chiama il "mondo russo".

All'inizio rimanevo stupita e spaventata dal loro comportamento, cercavo ragioni per questo odio, cercavo delle giustificazioni, pensavo alle nostre colpe, colpe dei russi e mi sembravano infinite, e cosi finivo anch'io di sentirmi in colpa. Di cosa? Essere russa e amare il mio paese.

Quando vivevo in Russia, non facevo mai distinzioni, avevo sia amici russi, ché ucraini, e tutti quanti erano persone squisite. D'altronde anch'io metà russa e metà ucraina, ero consapevole che noi (russi e ucraini) ci siamo mescolati da secoli, avendo in comune la storia, cultura, conquiste.

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Molotov, pietre e fumogeni contro l'Ambasciata della Russia in Ucraina
Il mio primo incontro in Italia con le donne ucraine è accaduto a Bari. Sentendo il "parlare " russo con leggero accento ucraino,  mi sono rivolta a loro contentissima di aver trovato delle mie compaesane, ma  appena le signore hanno saputo della mia provenienza,  si sono allontanate da me in fretta, ed io sono rimasta sorpresa e delusa.

Comunque, tornando ai miei cari colleghi ucraini e ai loro discorsi, vorrei dire che ci incolpavano di quasi tutti i mali dell'Ucraina moderna. Mi sentivo  frustrata, volevano ricordare il nostro passato come triste e  raccapricciante. Parlavano dell'occupazione russa dai tempi dell'epoca zarista, dimenticando che loro stessi sotto la minaccia polacca, chiesero la protezione e amministrazione  russa nel 1654.  Loro difendevano connazionali,  collaboratori dei nazisti, chiamandoli  eroi e difensori della patria. Per me tutto ciò era un'orrore,  chiamare eroi la gente che partecipava allo sterminio di intere popolazioni, che ha messo a fuoco i villaggi civili in  Bielorussia e nella stessa Ucraina.

Una volta avevo assistito alla conversazione tra il nostro autista ucraino Alexey  e un'altro autista, che si chiamava Andrei, sempre ucraino, quale è venuto  a caricare presso il nostro magazzino. Alexey, dopo aver bevuto un po, come sempre, ha cominciato a discutere dell'Ucraina indipendente, dopodiché il discorso è andato in direzione della seconda guerra mondiale. Alexey insisteva sul fatto che i tedeschi erano molto gentili con la popolazione ucraina, altro ché i comunisti odiati.  Quando neanche Andrei non ne poteva piu di sentire questi canti amorevoli verso i nazisti, gli aveva  ricordato  la tragedia  di Babi Yar, a questo punto Alexey ha cominciato a negarla, riducendo tutto alla propaganda sovietica. E qui finalmente ho capito,  che la verità,  fatti accaduti non erano importanti,  Alexey  era convinto di aver ragione e sapere la verità assoluta.

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Non importava quello che dicevo io o qualcun'altro, lui rimaneva sordo,era un muro, muro pieno di odio e negazionismo verso tutto e tutti che cercavano di aprire un dibattito sull'argomento, che per lui a priori era già chiuso. Lo guardavo e capivo, che odiasse me e il mio paese. L'effetto alcol ha fatto uscire la sua incontrollabile rabbia, più tardi ho visto la stessa rabbia sulle facce dei giovani ragazzi, che hanno bruciato i loro oppositori  in Odessa.  

Alexey, toccando questo argomento, si è trasformato in un'attimo da una persona normale in un fanatico. In quel momento ho capito che ci sono  tantissimi,  come lui,  che non vorranno mai avere un dialogo con me, perché l'odio li impedisce di ragionare. Non importa cosa farò  o non farò io o il mio paese, loro non cambiano, perché non riescono a placare questo odio. Di questo odio stanno cucendo la loro cultura e storia. Ci odiono tanto, da fare male a se stessi. Ho provato una tristezza profonda e ho rinunciato per sempre a queste discussioni.

P.s. il mio racconto non generalizza, ho tanti amici ucraini, con pensieri diversi, ma nonostante ciò rimangono persone adorabili.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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