Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Il terribile racconto di un bambino rapito dal Daesh

© RTUno degli edifici del Daesh
Uno degli edifici del Daesh - Sputnik Italia
Seguici su
Il bambino curdo è stato prigioniero del Daesh per otto mesi. Sputnik Arabic ha raccontato in esclusiva la sua prigionia.

Ayman Sharaf Khaji, 11 anni, la sua famiglia e un altro migliaio di curdi della città di Sinjar sono stati sequestrati dai terroristi il 3 agosto 2015. Tutte queste persone non sono state semplicemente imprigionate: gli uomini sono stati costretti a lavorare da schiavi, mentre le donne sono state trasformate con la forza in odalische.

Sputnik Arabic ha ottenuto il racconto esclusivo del bambino fuggitivo, che ricorda tutti gli eventi e le torture che ha dovuto subire nella prigione del Daesh creata per la formazione dei bambini-soldato da impiegare come kamikaze o scudi umani durante le operazioni di guerra.

"Ho vissuto nel terrore, ho patito fame e violenze. I guerriglieri del Daesh mi hanno insegnato a sparare con i fucili d'assalto, mi dicevano che dopo l'addestramento saremmo andati a Sinjar e avremmo iniziato ad ammazzare i curdi. Dicevano che noi siamo ‘infedeli' senza religione".

Il piccolo Ayman dopo qualche tempo è stato trasferito alla prigione di Badosh, ad ovest di Mosul. Secondo quanto raccontato da Ayman, nella prigione erano detenuti soltanto donne, bambini e anziani.

طفل عراقي هارب من #داعش يروى لـ" #سبوتنيك" فضائح التنظيم #سبوتنيك #العراق http://arabic.sputniknews.com/

Posted by Sputnik Arabic on Monday, April 4, 2016

"Vivevamo in condizioni terribilmente antigeniche. Il cibo non c'era. Supplicavamo i guerriglieri di portare il latte ai più piccoli che piangevano senza sosta perché affamati. Dopo hanno portate me e la mia famiglia nel villaggio di Kazl Kiu, nella zona di Tal Afar. Abbiamo provato a scappare tre volte. Eravamo in 34. Ma ogni volta, a metà strada, qualche bambino inziava a singhizzare e noi tornavamo subito indietro per paura di essere scoperti".

"Alla fine siamo riusciti a scappare. Passavamo l'intera giornata nei campi di senza acqua ne cibo, e al calare della notte proseguivamo il cammino. Abbiamo raggiunto la provincia di Duhok e abbiamo incontrato i militari delle milizie curde che ci hanno dato da mangiare e dei vestiti".

Adesso Aymad e la sua famiglia si trovano nel campo profughi di Sharya, nel nord dell'Iraq. Il bambino spera di riuscire a raggiungere la Germania e ottenere lo status di rifugiato.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала