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Renzi vola negli Stati Uniti: in agenda nucleare e lotta al Daesh

© AFP 2021 / Yoshikazu TSUNOIl premier italiano Matteo Renzi
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Giovedì il premier parlerà alla Harvard University. Sul tavolo potrebbero finire anche le sanzioni alla Russia: l'Italia è infatti contro la proroga automatica.

Prende il via oggi la visita del Primo ministro italiano Matteo Renzi negli Stati Uniti. Il presidente del Consiglio si recherà in Nevada e Massachusetts — dove giovedì parlerà alla Harvard University — e a Washington, dove venerdì parteciperà al Vertice mondiale sulla sicurezza nucleare. Ma sul tavolo finirà sicuramente anche la lotta al terrorismo.

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Nella scorsa settimana, Renzi ha ribadito la necessità di distruggere il Daesh.

"Dobbiamo reagire, distruggendoli (anche attraverso l'azione militare, dove è necessaria e possibile)", ha dichiarato Renzi dopo gli attacchi terroristici di Bruxelles del 22 marzo.

L'Italia è stata attiva in Iraq come parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti contro lo Stato islamico, aumentando gradualmente la propria presenza militare nel paese. Giovedì, il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha dichiarato che l'Italia aumenterà la sua presenza militare in Iraq di 130 soldati, e invierà altri 500 soldati per proteggere la diga di Mosul. Droni da combattimento statunitensi condurranno inoltre voli dalla base militare di Sigonella in Sicilia verso la Libia.

Nel mese di febbraio, Pinotti ha confermato che agli Stati Uniti era stato dato il permesso di usare la base di Sigonella per effettuare attacchi dei droni contro obiettivi del Daesh in Libia. Finora, l'Italia non ha preso parte a operazioni militari contro lo Stato islamico in Siria e il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ha ribadito che Roma non sta preparando alcuna operazione militare neanche in Libia. In agenda potrebbero finire anche le sanzioni alla Russia. L'Italia è infatti contro la proroga automatica e ritiene che queste decisioni dovrebbero essere prese in seguito a valutazioni dettagliate e discussioni in seno all'Ue.

"La posizione italiana è la seguente. Noi non possiamo permetterci di lasciare che questa diventi una pratica burocratica, permettere cioè che le sanzioni vengano rinnovate automaticamente. È necessario valutare l'attuazione degli accordi di Minsk nel suo complesso e tenere discussioni nell'Ue", ha dichiarato Gentiloni al termine di un incontro con omologo russo Sergei Lavrov.    

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