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Lettera a Juncker vs Nord Stream 2: consorzio internazionale respinge critiche al mittente

© Sputnik . Alexey Kudenko / Vai alla galleria fotograficaGasdotto Nord Stream
Gasdotto Nord Stream - Sputnik Italia
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Il cartello risponde al documento inviato al presidente della Commissione dai nove paesi europei, che si sono schierati contro il progetto di ampliamento del gasdotto. “Il testo si basa su convinzioni faziose", si legge in un comunicato stampa diffuso e sottoscritto dalle sei società.

"Siamo d'accordo con il fatto che la sicurezza dell'approvvigionamento energetico è di fondamentale importanza non solo per i paesi dell'Europa centrale e orientale, ma anche per l'intera Ue. Purtroppo però il documento si basa su convinzioni faziose".

Questa la risposta, arrivata nelle scorse ore, dal consorzio internazionale incaricato della realizzazione del tanto contestato gasdotto Nord Stream II, che respinge di fatto le critiche rivolte dagli esponenti di diversi paesi europei al raddoppiamento del gasdotto che collegherebbe la Russia alla Germania attravero il Mar Baltico.

"Nord Stream II fornirà ulteriore volume di gas che contribuirà a risolvere il problema dell'impoverimento minerario all'interno dell'Ue. La materia prima sarà fornita al mercato interno dell'Ue direttamente e nel modo più redditizio", si legge nel comunicato del consorzio composto da sei società: la russa Gazprom, le tedesche E.on Se e Basf Se/Wintershall Holding GmbH, la anglo-olandese Royal Dutch Shell plc, l'austriaca Omv Ag e infine la francese Engie Sa.

La costruzione di Nord Stream - Sputnik Italia
La Repubblica Ceca firma la viariante “soft” della lettera contro il Nord Stream 2
La risposta arriva a pochi giorni dalla lettera inviata a Juncker dai nove paesi europei europei- Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, Croazia e Romania — che si sono opposti alla realizzazione del progetto.

"Non vogliamo essere dipendenti solo dal Nord Stream, ma preferiamo l'esistenza di due condotte: una attraverso l'Ucraina e l'altra sotto il Mar Baltico",

ha dichiarato il ministro dell'Economia ceco, Jan Mladek che ha spiegato come  l'aggiramento dell'Ucraina dal condotto provocherebbe ingenti danni all'economia di Kiev favorendo così Mosca: iniziativa in controtendenza con la linea di chiusura adottata ufficialmente da Bruxelles nei confronti della Russia e a favore dell'Ucraina.

Ciò nonostante rimangono alte le probabilità sulla effettiva costruzione del nuovo condotto che, come spiegato dal consorzio internazionale, aumenterà la sicurezza per l'Unione nel rifornimento di gas "senza creare rischi per i paesi dell'Europa centrale e orientale".

Infatti le alternative in campo, quali la costruzione del gasdotto Eastring, che farebbe arrivare il gas in Slovacchia dalla Turchia, nonché il progetto del Turkish Stream, sono considerate a livello europeo operazioni che difficilmente potranno andare in porto a causa delle difficile relazioni tra Mosca, Bruxelles e Ankara    

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