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Tunisia proroga di 3 mesi lo stato di emergenza

© flickr.com / Chaoyue PanA Tunisian guard looks out of the main gate of media center for its parliamentary election in Tunis, capital of Tunisia, on Oct. 25, 2014
A Tunisian guard looks out of the main gate of media center for its parliamentary election in Tunis, capital of Tunisia, on Oct. 25, 2014 - Sputnik Italia
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A partire da oggi sarà valida la misura adottata dalle massime autorità del Paese. La decisione è stata annunciata dal presidente Essebsi e mira a estendere il provvedimento di emergenza proclamato dopo l'attentato al bus delle guardie presidenziali avvenuto lo scorso novembre.

Altri tre mesi di stato di emergenza su tutto il territorio nazionale. Ad annunciarlo è stato il presidente tunisino Beji Caid Essebsi dopo una consultazione avvenuta ieri sera nel palazzo presidenziale di Cartagine con il premier Habib Essid ed il capo dell'Assemblea di Tunisi Mohamed Ennaceur in un vertice sulla sicurezza e sul controllo delle frontiere con i paesi limitrofi.

Da oggi quindi entra in vigore la proroga dello di stato di emergenza, proclamato inizialmente dal presidente Essebsi in seguito a un attacco kamikaze contro un pullman delle guardie presidenziali avvenuto nel centro di Tunisi lo scorso 24 novembre. Nella strage hanno perso la vita 13 persone che viaggiavano a bordo del bus e decine di feriti.

Aquileia - Sputnik Italia
Dal Bardo ad Aquileia, la cultura per sconfiggere il terrorismo
Il 2016 è iniziato in maniera tragica così come si era concluso lo scorso anno con gli attentati al museo del Bardo, all'albergo sulla spiaggia di Sousse e infine l'esplosione del pullman. Il 7 gennaio un contingente di miliziani islamici ha attaccato degli obiettivi militari e della polizia tunisina in una località al confine con la Libia. Nello scontro sono morte più di 50 persone: 28 jihadisti, diversi civili e alcuni soldati. Il governo ha così fatto erigere lo scorso mese un muro di protezione alla frontiera proprio in linea con la zona presidiata dallo Stato Islamico.

Secondo alcuni analisti internazionali, la barriera sarebbe una struttura logistica che potrebbe essere utilizzata dai paesi occidentali in caso di un ipotetico intervento armato in Libia. Si tratta del primo insediamento militare prospiciente l'area sotto il controllo del Daesh, dopo che il governo centrale ha deciso di non concedere l'autorizzazione agli Stati Uniti di installare alcune basi mobili nella parte meridionale del deserto tunisino.

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