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Salah, identificato complice in fuga

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La polizia belga ha diffuso le generalità del secondo sospetto ancora in fuga dopo l'arresto del ricercato numero uno per le stragi del 13 novembre. Il governo belga: Salah pianificava altri attentati.

Il ministro degli Esteri belga ha detto ieri che Salah Abdeslam, principale ricercato per le stragi di Parigi del 13 novembre, e catturato dalla polizia di Bruxelles lo scorso 18 marzo con un blitz nel quartiere di Molenbeek, aveva in mente altri attentati.

"Era pronto a rifare qualcosa a Bruxelles".

Così Didier Reynders, che ha giudicato verosimile le parole del magistrato titolare dell'inchiesta dopo l'arresto di Salah. Il ministro belga ha così avvalorato la tesi esposta dal giudice Francois Molins, che in questi giorni ha rivelato alcuni particolari dell'interrogatorio di garanzia a cui è stato sottoposto Salah. I legali dell'uomo hanno riferito della volontà di collaborare con le indagini da parte del fermato, chiedendo di non essere estradato in Francia.

Intanto le autorità belghe hanno diffuso l'identità del secondo uomo ancora in fuga che, insieme a Mohamed Abrini tuttora latitante, divideva l'ultimo covo in cui è stato trovato Salah Abdeslam. Si tratterebbe di Najim Laachraoui, per il quale è stato emesso un mandato d'arresto. Laachraoui, che si nascondeva dietro la falsa identità di Soufiane Kayal, era stato in Siria nel 2013 ed era stato fermato alla frontiera tra Austria e Ungheria proprio insieme a Salah Abdeslam due mesi prima degli attentati, il 9 settembre dello scorso anno. 

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