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Vatileaks, le prime ammissioni di monsignor Balda

© Sputnik . Vladimir Astapkovych / Vai alla galleria fotograficaLa città di Vaticano
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Alla ripresa in Vaticano del processo per spionaggio contro due ex collaboratori della Santa Sede, Vallejo Balda ammette: ho passato documenti, ero sotto pressione.

Arrivano le prime ammissioni nel corso del processo per la fuga di notizie in Vaticano, dove Francesca Chaouqui e monsignor Lucio Vallejo Balda sono i principali imputati, nell'ambito dell'inchiesta ribattezzata giornalisticamente Vatileaks II.

Alla ripresa delle udienze, presso la Città del Vaticano, l'ex numero due della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede accusa la collaboratrice ed il marito, ammettendo di avere consegnato documenti ai due giornalisti italiani, che hanno successivamente pubblicato due libri con le rivelazioni sulla gestione delle finanze di Oltretevere. Alla domanda del promotore di giustizia Vallejo Balda avrebbe confermato di aver passato le carte, su pressione di Francesca Chaouqui, che ha detto essersi a lui qualificata più volte come "la numero 2 dei servizi segreti italiani".

Il prelato ha poi parlato del ruolo dei due giornalisti italiani coinvolti nell'inchiesta, sostenendo di avere ricevuto forti pressioni da parte di uno dei due, che gli avrebbe promesso in cambio alcuni delicati documenti su altri scandali che coinvolgevano vertici vaticani e che gli avrebbe rivelato come anche Gianluigi Nuzzi, il secondo giornalista coinvolto nell'inchiesta, facesse parte dei servizi segreti italiani.

Emiliano Fittipaldi, presente in aula ieri, ha smentito categoricamente di aver mai fatto questo tipo di confidenze a Vallejo Balda.

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