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Libia, i giochi irresponsabili dell’Occidente

© Foto : wikimedia.orgTripoli, Libia
Tripoli, Libia - Sputnik Italia
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Francia, Gran Bretagna, Usa già in azione sul terreno per una guerra coloniale.

Tra pochi giorni il parlamento italiano si riunirà per decidere l'intervento militare in Libia.

Prima della proclamazione unilaterale da parte del consiglio presidenziale libico dell'entrata in vigore del governo designato, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti non sono stati a guardare. 

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Parigi ha iniziato a potenziare gli avamposti e le vecchie basi coloniali già dal 2014. Da diversi mesi i francesi sono nel Fezzan, zona ricca di uranio e oro. Vi operano team di ricognizione provenienti dalle basi di Mali, Ciad, e Niger. A Madama sarebbero di stanza circa 300 militari francesi provenienti da diversi settori dell'esercito e della legione straniera, con cui Parigi starebbe appoggiando le milizie alleate del generale Haftar. Nelle ultime settimane e' stato creato un centro di coordinamento guidato dal colonnello libico Salim al Abdali dove operano i militari del Comando operazioni speciali, un corpo che prende ordini direttamente dallo Stato maggiore della Difesa francese.

La base inglese sarebbe invece nel golfo di Bumba, ma forze speciali sono anche a  Derna,  Tripoli, Sabrata e Tobruk. A sud di Tobruk ci sarebbero uomini dello Special Air Service e agenti del MI6 impegnati nell'addestramento delle forze militari di Haftar.

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Anche gli Stati Uniti stanno supportando il generale Haftar attraverso il Battaglione 22, di stanza ad al Watiya, una delle piu' grandi basi aeree della Libia controllata dal governo di Tobruk. 

I porti di Ras Lanuf e al Sidra, nella mezzaluna petrolifera del Golfo di Sirte, sono i due terminal su cui Total e British Petroleum volevano mettere le mani già dai tempi di Muammar Gheddafi. E' evidente che si tratta di una guerra coloniale: a est le grandi risorse petrolifere, a ovest oleodotti e la pipeline usata dall'Eni, a sud l'oro nero di Bengasi.

La guerra è nominalmente per combattere il terrorismo, ma dietro ci sono le compagnie petrolifere di tutto il mondo.

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