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Candidato presidente in Austria: la Crimea non deve essere ridata all'Ucraina

© Sputnik . Evgeny Biyatov / Vai alla galleria fotograficaBandiera russa a Sebastopoli, Crimea
Bandiera russa a Sebastopoli, Crimea - Sputnik Italia
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L'errore è stato fatto ai tempi dell'Unione Sovietica, ritiene Norbert Hofer, candidato alla presidenza del Paese del "Partito della Libertà Austriaco" (FPÖ). Secondo lui, il referendum per l'autodeterminazione della Crimea si sarebbe dovuto svolgere subito dopo il crollo dell'Urss.

Molto tempo fa si sarebbe dovuta riconoscere la Crimea come territorio della Russia, ha affermato in un'intervista a "Die Presse" il candidato della destra austriaca (FPÖ) alla presidenza Norbert Hofer.

"Molto tempo fa è stato fatto un grande errore, quando è stato detto che la Crimea non appartiene più alla Russia", — ritiene Hofer. Secondo il politico, dopo il crollo dell'Unione Sovietica si sarebbe dovuto svolgere un referendum per l'autodeterminazione della Crimea sotto la supervisione della comunità internazionale.

Nel referendum del 2014, secondo Hofer, non era sufficiente il numero di osservatori internazionali. Tuttavia ha rilevato che se la votazione si fosse svolta secondo gli standard occidentali l'esisto non sarebbe cambiato.

"La stragrande maggioranza avrebbe votato per la Russia", — ha detto il politico. Il referendum sull'autodeterminazione dovrebbe essere svolto anche nel Donbass, afferma convinto Hofer.

Hofer considera la riunificazione della Crimea con la Russia una violazione del diritto internazionale.

Tuttavia "bisogna essere pragmatici" e gradualmente rimuovere le sanzioni contro la Russia. "E' impossibile prolungare le sanzioni a tempo indeterminato", — ritiene il politico, notando che in questa situazione soffrono sia l'Austria sia la Russia.

Il 19 febbraio 1954 il Presidium del Soviet Supremo dell'Unione Sovietica aveva emesso il decreto "Sul passaggio della regione della Crimea dalla Repubblica Socialista Sovietica della Russia alla Repubblica Socialista Sovietica dell'Ucraina". Nel marzo 2014 la Crimea è ritornata ad essere nuovamente una regione russa sulla base dei risultati del referendum.

La Procura Generale della Federazione Russa ha riconosciuto illegale il passaggio della Crimea alla Repubblica Socialista Sovietica dell'Ucraina, in quanto il Soviet Supremo della Repubblica Socialista Sovietica della Russia e dell'Urss non avevano il potere di trasferire territori alle altre Repubbliche sovietiche in base alla Costituzione Urss.

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