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S'intensifica la battaglia del Nord Africa, al Sisi: pronti a fare il nostro dovere

© REUTERS / Amr Abdallah DalshPresidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi
Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi - Sputnik Italia
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Abbiamo reso i confini dell'Egitto impermeabili. Con queste parole Abdel Fatah al Sisi, generale egiziano attualmente alla guida del paese, ha voluto sottolineare nuovamente come l'esercito sia in controllo dei punti più caldi del paese, pronto a rispondere militarmente ad ogni possibile minaccia proveniente dall'esterno o dall'interno del paese.

Secondo gli osservatori più attenti alle vicissitudini egiziane, il messaggio inviato da al Sisi — durante un programma televisivo andato in onda sulla popolare televisione al Youm — era diretto in particolar modo agli esponenti dei Fratelli Musulmani e a quelli di Hamas che operano o hanno operato nel paese.

Secondo gli analisti a lavoro sul Nord Africa, il generale avrebbe voluto far sapere a coloro che hanno organizzato l'assassinio del procuratore generale egiziano Hisham Barakat (attentato avvenuto nel giugno 2015 nella capitale el Cairo), che avrebbero le ore contate e che un tale "oltraggio" non troverà spazio all'interno delle forze armate nazionali. Il massimo rappresentante egiziano ha affermato che l'esercito è pronto a fare il proprio dovere nel respingere, a tutti i costi, le "forze del male" che si sono insinuate nel paese.

Le accuse mosse da al Sisi, in particolar modo ai palestinesi di Hamas, sono sempre state rigettate al mittente. Nelle scorse ore Sami Abu Zuhri, tra i portavoce del partito al governo a Gaza, ha ribadito "la totale estraneità di Hamas con quanto avvenuto in Egitto e che le accuse mosse dal Cairo sono false e senza fondamenta".

I rappresentanti del partito palestinese hanno poi rimarcato il disinteresse di Hamas per le questioni di politica interna egiziana rinnovando, proprio nei giorni scorsi, l'invito alle forze di governo dello stesso al Sisi a riaprire al più presto possibile un tavolo di trattative per ristabilire i rapporti diplomatici tra le due realtà mediorientali.

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