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Libia, Gentiloni: No a truppe di terra

© AP Photo / Riccardo De LucaIl ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa con il Segretario di Stato USA John Kerry e l'inviato speciale ONU Martin Kobler il 13 dicembre a Roma.
Il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa con il Segretario di Stato USA John Kerry e l'inviato speciale ONU Martin Kobler il 13 dicembre a Roma. - Sputnik Italia
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Il ministro italiano degli Esteri da New York: Italia pronta a coordinare operazioni in Libia, ma prima accordo su governo unità nazionale.

L'Italia è pronta a guidare la coalizione per la stabilizzazione della Libia, ma la condizione necessaria per l'avvio delle operazioni resta la formazione del governo di unità nazionale. Così da New York, dove è impegnato in una fitta due giorni di incontri in ambito Onu, Paolo Gentiloni.

Il ministro italiano degli Esteri ha ribadito ancora una volta la posizione italiana, affermando che non è il caso di lasciarsi influenzare "da fremiti e tamburi interventisti", escludendo poi in ogni caso interventi della coalizione con truppe di terra. "La minaccia del Daesh in Libia — ha detto il capo della diplomazia italiana — non deve servire a giustificare spedizioni nel deserto". 

Gentiloni, che ha sottolineato come la pianificazione dei diversi sistemi di difesa che potrebbero essere adottati in Libia vanno avanti da diverse settimane e si trovano adesso ad un livello "molto avanzato", ha così frenato su un intervento militare descritto dalla stampa come imminente.

Stando a quanto rivelato ieri dal Wall Street Journal sarebbe già stato creato un centro di coordinamento delle operazioni con sede a Roma mentre, dopo le parole pronunciate dal segretario alla difesa americano Ash Carter a proposito della leadership chiesta dall'Italia per la crisi libica, anche Matteo Renzi ha predicato cautela.

"Siamo un paese leader su questo dossier — ha detto il premier italiano al Tg1 — la priorità però è formare un governo in Libia". 

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